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|-+ Asilo Republic - la strategia della tensione e lo "stragismo di stato"

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Autore Topic: Asilo Republic - la strategia della tensione e lo "stragismo di stato"  (Letto 14806 volte)

Spak

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Re: Asilo Republic - la strategia della tensione e lo "stragismo di stato"
« Risposta #15 il: Luglio 15, 2014, 15:08:25 »
Accidenti, un lavoro superbo e spettacolare! (che distrugge sul nascere l’invito a “scegliere una canzone e "spiegarla" a modo vostro”: difficilmente pareggiabile un testo simile per profondità d’analisi, completa a 360°)

Inchino sulla citazione della BB (che adoro), ma anche su Modugno: conoscevo la citazione e contestualizzandola nella canzone ho sempre (personalmente) immaginato che anche la parte seguente (“la mia vita per la vita ti darò”) avrebbe avuto BEL senso.

Sulla contrapposizione “dolcino” – “spino”… rischiando la blasfemia (perché toccare un’analisi del genere, perfetta, è questo)… aggiungo che trovo assolutamente GENIALE il modo nel quale viene inserito nella canzone il “ci vuole uno spino”, con il cambio di voce. Anche a questo ho sempre dato una personale motivazione.

ilblasco69

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Re: Asilo Republic - la strategia della tensione e lo "stragismo di stato"
« Risposta #16 il: Luglio 15, 2014, 17:30:25 »
Senza Parole!!!!!!!!


mmuccaliu

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Re: Asilo Republic - la strategia della tensione e lo "stragismo di stato"
« Risposta #17 il: Luglio 16, 2014, 10:32:00 »
Grazie mille a tutti  ;)

Vale  :-*
Troppo spesso siamo molto superficiali nel giudicare, e se avessimo solo un po' più di tolleranza, di passione, di disponibilità umana ci accorgeremmo che vicino a noi ci sono persone splendide.                           Rewind25
"Scusate signori, ma io so' io....e voi nun siete un....xxxxx":mucca:

Any: Me sò messa su a bilancia e m'è uscito che ero alta 1,49 :grr:
Muc: Annamo bene se te misuri l'altezza su a bilancia  :delusa:
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redblasco

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Re: Asilo Republic - la strategia della tensione e lo "stragismo di stato"
« Risposta #18 il: Luglio 16, 2014, 11:24:42 »
Grandissimo, complimenti davvero! Fa sempre molto piacere leggere Vasco in questa chiave, invece che delle solite e banali interpretazioni che l'opinione pubblica ha dato ai suoi brani.   :) :) :)
Vivo di emozioni che tu non sai nemmeno di darmi...perchè tu sei la cosa più cara che ho!

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simo-komandante

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Re:Asilo Republic - la strategia della tensione e lo "stragismo di stato"
« Risposta #19 il: Giugno 08, 2015, 16:29:58 »
Credo sia stato proprio questo topic a darmi l'idea iniziale sulla tesina.
Parlo degli anni di piombo, di come sia sbagliato chiamarli in quel modo, non racconto le lotte armate e  terrorismo, ma parlo di quella generazione rivoluzionaria, che ha creduto davvero di cambiare il mondo.
Quindi grazie mmuccaliu
"Noi, gli anarchici, gli indiani metropolitani, facevamo teatro in strada[...].
Ero e sono un individualista, un anarchico con una cotta per Bakunin"
Vasco

mmuccaliu

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Re:Asilo Republic - la strategia della tensione e lo "stragismo di stato"
« Risposta #20 il: Giugno 09, 2015, 09:27:44 »
Credo sia stato proprio questo topic a darmi l'idea iniziale sulla tesina.
Parlo degli anni di piombo, di come sia sbagliato chiamarli in quel modo, non racconto le lotte armate e  terrorismo, ma parlo di quella generazione rivoluzionaria, che ha creduto davvero di cambiare il mondo.
Quindi grazie mmuccaliu
Ma figurati.... ;)
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simo-komandante

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Re:Asilo Republic - la strategia della tensione e lo "stragismo di stato"
« Risposta #21 il: Marzo 23, 2016, 12:08:58 »
Rispolvero questo Topic perché è sempre un piacere leggerlo.
Di Vasco Rossi si è detto tutto, ma quasi nulla sul suo rapporto con gli anni della contestazione. Se avessi la possibilità di fare una domanda al caro Vasco, al di là delle solite domande sulla sua carriera e canzoni, vorrei chiedergli come ha vissuto quegli anni. Anche lui fa parte di quell'ultima generazione rivoluzionaria del '900, e non voglio riferirmi se fosse politicizzato o meno, ma inevitabilmente ha fatto parte di quella generazione, condividendo altri fattori con la generazione del dopo-guerra, fattori anche indipendenti dalla politica ed ideologia. Forse durante il Sessantotto era troppo giovane, ma gli anni successivi, sopratutto a Bologna, credo li abbia vissuti a pieno. A parte il libro di Poggini, i tuoi topic e un paio di sue dichiarazioni, si sa davvero poco.
Se Vasco avesse iniziato ad incidere lp  prima del '77 magari avrebbe partecipato ai Festival di Re Nudo, l'ultimo nel 1976, il festival del proletariato giovanile di Parco Lambro. Quei festival nati inizialmente per contrastare un sistema discografico tradizionalista italiano, in cui venivano pubblicizzati i soliti artisti. Scopo iniziale del festival:  far emergere i nuovi gruppi, che potevano avere chance, con una gestione culturale sicuramente politicamente di parte , ma che valorizzava quegli artisti nascosti dal mercato tradizionale.
Forse è proprio questa la domanda che gli farei, se ne avesse avuto l'opportunità, avrebbe partecipato a quel festival? Magari la carriera di Vasco sarebbe stata del tutto diversa, sarebbe stato contestato sicuramente se avesse cantato le sue canzoni in quel contesto. A livello musicale l'organizzazione richiedeva agli artisti che effettuarono dei testi comprensibili, d'insegnamento, testi che dovevano servire, essere utili al movimento, ovvero politicizzati: Rivolta, lotta di classe erano i temi comunemente trattati nelle canzoni. Non erano testi poetici perché si voleva contrapporsi ai cantautori borghesi.
Magari sarebbe nato un Vasco Rossi cantante politicizzato e morto artisticamente negli anni del riflusso politico.
Fortunatamente la storia che conosciamo è andata diversamente :)
« Ultima modifica: Marzo 23, 2016, 12:11:35 da simo-komandante »
"Noi, gli anarchici, gli indiani metropolitani, facevamo teatro in strada[...].
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Vasco

 

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