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Autore Topic: "Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio  (Letto 47008 volte)

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1020 il: Gennaio 05, 2021, 23:46:46 »
L'INDIVIDUALISMO EDULCORATO DI VASCO

Anzitutto premetto che non ho avuto né tempo né modo di leggere le sessanta pagine precedenti. Pertanto, chiedo anticipatamente venia in caso si verificassero noiose ripetizioni.

Avendoli sentiti privatamente, so che alla pressoché totalità dei miei amici del forum il pezzo non è piaciuto. Personalmente non lo trovo affatto male. Dal punto di vista musicale, ai primi ascolti percepivo del fastidio nel passaggio tra la strofa e il ritornello, quasi fossero due pezzi diversi allacciati tra loro: devo dire che con l'andare dell'ascolto questa sensazione è scomparsa. Probabilmente se non ci fosse quella cassa il ritornello rischierebbe di diventare troppo lagnoso. Il coretto è strano, mi sembra eccessivamente compressato o come se avessero tolto delle frequenze con l'equalizzatore. Ho l'impressione, comunque, che l'arrangiamento sia stato pensato anche in funzione del balletto: per una traccia radiofonica normale la durata poteva essere di un minuto in meno tranquillamente. Complessivamente, però, il pezzo si lascia ascoltare con piacere, il ritornello è molto orecchiabile e ti entra subito in testa.

Non mi soffermo sull'analisi dell'intero testo, altrimenti viene fuori un post troppo lungo che non verrebbe nemmeno letto. Trovo comunque che sia interessante. Se fin dalle sue origini espressamente anarchiche Vasco ci ha abiutati a una poetica fortemente "individualistica" - si potrebbero citare tantissimi esempi -, ho l'impressione che il suo pensiero sia recentemente approdato a nuovi orizzonti. Certo, Vasco Rossi, come ogni artista dalla modernità in poi, ma soprattutto Vasco per la sua storia, non può prescindere dal modo "individualistico" di intendere i sentimenti, le emozioni, le illusioni, ecc., ma allo stesso tempo mi sembra strizzi ora l'occhio a quel filone della filosofia che studia il "riconoscimento". Alle idee di autori come Charles Taylor o Axel Honneth, secondo cui l'identità della persona non è mai unicamente atomistica, monologica, ma si forma in un processo dialogico, attraverso l'altro, grazie all'altro, in virtù di rapporti di reciproco "riconoscimento" che consentono agli individui di conoscere se stessi e di avere fiducia in se stessi. Hai ragione sempre te / e io devo riconoscermi / ma non è possibile senza di te .

A una poetica costellata di rapporti caduchi, figli di grandi passioni destinate a perire, si sostituisce oggi la consapevolezza della necessità di relazioni significative e durature, "ad ogni costo", per la definizione di se stessi. Così, dopo il Vasco del carpe diem, del "prova a star con me stasera", di Gabri, di Senza Parole, il Vasco maturo sorride all'idea di un "per sempre", di una relazione costitutiva, dove, come diceva Hegel, si può essere se stessi in un altro. E anche se questo "per sempre" non richiama vincoli ufficiali, ma rimanda piuttosto alla scelta di ogni giorno, è forte in me la convinzione che siamo di fronte, ed è in maturazione da qualche anno, a una svolta nello sguardo di Vasco sulla vita e sull'amore. "Essere se stessi in un altro" significa potersi riconoscere solo negli occhi e nelle braccia di un altro, in una relazione che è ormai una seconda natura, costitutiva di sé. Non avrò mai modo di sapere se Vasco ha in mente le letture che ho ipotizzato (ma ci sono anche altri autori, anche afferenti altri campi come la psicoanalisi, a sostenere tesi simili), ma intravedo un filo che da Ad ogni costo passa per Come vorrei e arriva a Una canzone d'amore buttata via.
complimenti per il post, comunque sia
"Modena 1.7.17
Un nuovo ricordo, pieno di tutti quelli prima e carico di quelli che arriveranno... Perché solo i ricordi possono essere eterni."                                                               anymore.blu
"Gente che s'appassiona :caffe:"
"È un anno intero a aspettare... domani :caffe:"
Lividi... Vedi i tuoi ricordi... Brividi... Quando senti che sono già morti!
Ci vorrebbe sì lo so, lo so, lo so... Un'altra vita...
Io... Speriamo che me la cavo...

Cav. Lambert

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1021 il: Gennaio 05, 2021, 23:48:38 »
L'INDIVIDUALISMO EDULCORATO DI VASCO

Anzitutto premetto che non ho avuto né tempo né modo di leggere le sessanta pagine precedenti. Pertanto, chiedo anticipatamente venia in caso si verificassero noiose ripetizioni.

Avendoli sentiti privatamente, so che alla pressoché totalità dei miei amici del forum il pezzo non è piaciuto. Personalmente non lo trovo affatto male. Dal punto di vista musicale, ai primi ascolti percepivo del fastidio nel passaggio tra la strofa e il ritornello, quasi fossero due pezzi diversi allacciati tra loro: devo dire che con l'andare dell'ascolto questa sensazione è scomparsa. Probabilmente se non ci fosse quella cassa il ritornello rischierebbe di diventare troppo lagnoso. Il coretto è strano, mi sembra eccessivamente compressato o come se avessero tolto delle frequenze con l'equalizzatore. Ho l'impressione, comunque, che l'arrangiamento sia stato pensato anche in funzione del balletto: per una traccia radiofonica normale la durata poteva essere di un minuto in meno tranquillamente. Complessivamente, però, il pezzo si lascia ascoltare con piacere, il ritornello è molto orecchiabile e ti entra subito in testa.

Non mi soffermo sull'analisi dell'intero testo, altrimenti viene fuori un post troppo lungo che non verrebbe nemmeno letto. Trovo comunque che sia interessante. Se fin dalle sue origini espressamente anarchiche Vasco ci ha abiutati a una poetica fortemente "individualistica" - si potrebbero citare tantissimi esempi -, ho l'impressione che il suo pensiero sia recentemente approdato a nuovi orizzonti. Certo, Vasco Rossi, come ogni artista dalla modernità in poi, ma soprattutto Vasco per la sua storia, non può prescindere dal modo "individualistico" di intendere i sentimenti, le emozioni, le illusioni, ecc., ma allo stesso tempo mi sembra strizzi ora l'occhio a quel filone della filosofia che studia il "riconoscimento". Alle idee di autori come Charles Taylor o Axel Honneth, secondo cui l'identità della persona non è mai unicamente atomistica, monologica, ma si forma in un processo dialogico, attraverso l'altro, grazie all'altro, in virtù di rapporti di reciproco "riconoscimento" che consentono agli individui di conoscere se stessi e di avere fiducia in se stessi. Hai ragione sempre te / e io devo riconoscermi / ma non è possibile senza di te .

A una poetica costellata di rapporti caduchi, figli di grandi passioni destinate a perire, si sostituisce oggi la consapevolezza della necessità di relazioni significative e durature, "ad ogni costo", per la definizione di se stessi. Così, dopo il Vasco del carpe diem, del "prova a star con me stasera", di Gabri, di Senza Parole, il Vasco maturo sorride all'idea di un "per sempre", di una relazione costitutiva, dove, come diceva Hegel, si può essere se stessi in un altro. E anche se questo "per sempre" non richiama vincoli ufficiali, ma rimanda piuttosto alla scelta di ogni giorno, è forte in me la convinzione che siamo di fronte, ed è in maturazione da qualche anno, a una svolta nello sguardo di Vasco sulla vita e sull'amore. "Essere se stessi in un altro" significa potersi riconoscere solo negli occhi e nelle braccia di un altro, in una relazione che è ormai una seconda natura, costitutiva di sé. Non avrò mai modo di sapere se Vasco ha in mente le letture che ho ipotizzato (ma ci sono anche altri autori, anche afferenti altri campi come la psicoanalisi, a sostenere tesi simili), ma intravedo un filo che da Ad ogni costo passa per Come vorrei e arriva a Una canzone d'amore buttata via.


:clap: :clap: :clap:
04/05/1996 Velodromo Palermo
27/09/1996 Foro Italico Palermo
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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1022 il: Gennaio 05, 2021, 23:54:58 »
« Ultima modifica: Gennaio 06, 2021, 11:40:59 da mmuccaliu »
"Modena 1.7.17
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Teo95

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1023 il: Gennaio 06, 2021, 00:03:06 »
Bentornato amico :risata:

 :-* :-*

complimenti per il post, comunque sia

Grazie  :onorato:

:clap: :clap: :clap:

Magari ora ti incazzi solo leggermente meno quando la senti  :rido: :rido:
Meno attivo di un tempo, ma con nel cuore il forum e tutti quegli utenti che, ormai, sono diventati amici.



Questa la tengo in ricordo dei tempi passati nel roxy:

Mò ve 'mparo er romanesco e ve faccio vede chi lo ciancica mejo

bollicine

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1024 il: Gennaio 06, 2021, 00:44:32 »
Buonasera,
dal topic sono stati rimossi alcuni post di flame. Innanzitutto invito alla calma tutti quanti, capisco che può succedere di non capirsi ma non c'è bisogno di accapigliarsi per queste cose. Invito Scorpio a non mancare di rispetto innanzittuto alla persona Carlo, secondariamente in quanto moderatore. Se hai critiche da rivolgergli ci sono i messaggi privati e o segnali la cosa agli amministratori. Carlo come tutti gli altri collaboratori/moderatori svolgono il loro "lavoro" per il bene del forum e come è giusto che sia non è esente da errori (come noi amministratori del resto), se hai rimostranze (vere o presunte) hai tutti gli strumenti necessari per farlo e modi diversi per porli.
A Bollicì
e come Vasco me score nelle vene
te dico: amico mio
te vojo troppo bene!
(by rew) :26: :26: :26:


Namastè

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1025 il: Gennaio 06, 2021, 00:50:37 »
Bravo Teo per il post, mi é molto piaciuta e ho infatti trovato interessante il riferimento agli autori che hai citato. Vasco non si è mai nascosto nel dire che a lui piace molto leggere... chissà che abbiate letto le stesse cose, per trarre queste conclusioni.
Detto questo, credo anche io che il "filo conduttore" che hai citato tu sul finale sia quello: facendo due calcoli (per modo di dire) trovo pure io una certa linearità.

Personalmente a me il testo e la musica (anche se in maniera minore) non mi hanno colpito particolarmente.. per me questa rimane una canzone da 5. Però si sa, nel "mondo Vasco" basta un attimo, un momento nel quale tu ti rispecchi in quella singola frase e la traccia magicamente prende punti a dismisura.
Credo che dopo 69 pagine di "per me è sì, per me è no" l'unica cosa che in fondo possiamo decretare è la seguente: l'emozione e l'emotività fan la differenza.
Non ci sono compositori, arrangiatori, cantanti e produttori che tengano.
Ho visto gente piangere per una sigla di un cartone animato solo perché quell'anime gli ricordava vicende particolari e significative della sua infanzia.
Vasco poi ha il pregio/difetto che lascia un po' tutto al caso nelle sue frasi, rendendo il tutto molto di libera interpretazione... dove, in certe situazioni, quelle mezze frasi ti aprono letteralmente un mondo.
È tutto molto variabile signori miei...

Anyway, a me ora come ora non dice niente,  anzi sono stato particolarmente critico e tutt'ora lo sono.. domani chi lo sa?
Anche se sti coretti cazzarola.... ok dai, stacco!  :ciappa:

Buona notte guys  :ciauz:
"Scoprirai che vincere non è così importante... Importante, che cos'è?"
M.Riva

21/04/2010 Torino
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JackMcmurphy

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1026 il: Gennaio 06, 2021, 02:38:01 »
L'INDIVIDUALISMO EDULCORATO DI VASCO

Anzitutto premetto che non ho avuto né tempo né modo di leggere le sessanta pagine precedenti. Pertanto, chiedo anticipatamente venia in caso si verificassero noiose ripetizioni.

Avendoli sentiti privatamente, so che alla pressoché totalità dei miei amici del forum il pezzo non è piaciuto. Personalmente non lo trovo affatto male. Dal punto di vista musicale, ai primi ascolti percepivo del fastidio nel passaggio tra la strofa e il ritornello, quasi fossero due pezzi diversi allacciati tra loro: devo dire che con l'andare dell'ascolto questa sensazione è scomparsa. Probabilmente se non ci fosse quella cassa il ritornello rischierebbe di diventare troppo lagnoso. Il coretto è strano, mi sembra eccessivamente compressato o come se avessero tolto delle frequenze con l'equalizzatore. Ho l'impressione, comunque, che l'arrangiamento sia stato pensato anche in funzione del balletto: per una traccia radiofonica normale la durata poteva essere di un minuto in meno tranquillamente. Complessivamente, però, il pezzo si lascia ascoltare con piacere, il ritornello è molto orecchiabile e ti entra subito in testa.

Non mi soffermo sull'analisi dell'intero testo, altrimenti viene fuori un post troppo lungo che non verrebbe nemmeno letto. Trovo comunque che sia interessante. Se fin dalle sue origini espressamente anarchiche Vasco ci ha abiutati a una poetica fortemente "individualistica" - si potrebbero citare tantissimi esempi -, ho l'impressione che il suo pensiero sia recentemente approdato a nuovi orizzonti. Certo, Vasco Rossi, come ogni artista dalla modernità in poi, ma soprattutto Vasco per la sua storia, non può prescindere dal modo "individualistico" di intendere i sentimenti, le emozioni, le illusioni, ecc., ma allo stesso tempo mi sembra strizzi ora l'occhio a quel filone della filosofia che studia il "riconoscimento". Alle idee di autori come Charles Taylor o Axel Honneth, secondo cui l'identità della persona non è mai unicamente atomistica, monologica, ma si forma in un processo dialogico, attraverso l'altro, grazie all'altro, in virtù di rapporti di reciproco "riconoscimento" che consentono agli individui di conoscere se stessi e di avere fiducia in se stessi. Hai ragione sempre te / e io devo riconoscermi / ma non è possibile senza di te .

A una poetica costellata di rapporti caduchi, figli di grandi passioni destinate a perire, si sostituisce oggi la consapevolezza della necessità di relazioni significative e durature, "ad ogni costo", per la definizione di se stessi. Così, dopo il Vasco del carpe diem, del "prova a star con me stasera", di Gabri, di Senza Parole, il Vasco maturo sorride all'idea di un "per sempre", di una relazione costitutiva, dove, come diceva Hegel, si può essere se stessi in un altro. E anche se questo "per sempre" non richiama vincoli ufficiali, ma rimanda piuttosto alla scelta di ogni giorno, è forte in me la convinzione che siamo di fronte, ed è in maturazione da qualche anno, a una svolta nello sguardo di Vasco sulla vita e sull'amore. "Essere se stessi in un altro" significa potersi riconoscere solo negli occhi e nelle braccia di un altro, in una relazione che è ormai una seconda natura, costitutiva di sé. Non avrò mai modo di sapere se Vasco ha in mente le letture che ho ipotizzato (ma ci sono anche altri autori, anche afferenti altri campi come la psicoanalisi, a sostenere tesi simili), ma intravedo un filo che da Ad ogni costo passa per Come vorrei e arriva a Una canzone d'amore buttata via.


Bellissimo questo post.
Credo ci sia un altro punto da mettere sotto lente e cioè il passaggio" sembra strano anche che io non possa più proteggerti", credo che sia nuovo anche questo nei testi di Vasco. Non mi ricordo in nessun'altra canzone, l'accenno di protezione per l'amata, o sbaglio?
There's someone in my head but it's not me (Pink Floyd)

E vorresti che la vita
Stesse lì per un momento
Ad aspettare
Perché tu riprenda fiato
Per poter ricominciare
Magari a bestemmiare

Prenditi quello che sei
e non rimpiangerti mai
se non ti piaci, vedrai...
non cambierai... mai!

Io non ho paura!!.....
.... di restare solo...
quando lo dico mi vengono i brividi
davvero.
Sono così insicuro...
che non credo a niente...
non ho paura di nessuno ma
ho paura sempre!...

L'uomo dai capelli bianchi
guardò la gente dentro agli occhi
poi disse "fatevi curare
non c'è tempo per sognare
qui bisogna partire, partire"

mmuccaliu

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    ...ogni Volta...
Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1027 il: Gennaio 06, 2021, 02:50:41 »
L'INDIVIDUALISMO EDULCORATO DI VASCO

Anzitutto premetto che non ho avuto né tempo né modo di leggere le sessanta pagine precedenti. Pertanto, chiedo anticipatamente venia in caso si verificassero noiose ripetizioni.

Avendoli sentiti privatamente, so che alla pressoché totalità dei miei amici del forum il pezzo non è piaciuto. Personalmente non lo trovo affatto male. Dal punto di vista musicale, ai primi ascolti percepivo del fastidio nel passaggio tra la strofa e il ritornello, quasi fossero due pezzi diversi allacciati tra loro: devo dire che con l'andare dell'ascolto questa sensazione è scomparsa. Probabilmente se non ci fosse quella cassa il ritornello rischierebbe di diventare troppo lagnoso. Il coretto è strano, mi sembra eccessivamente compressato o come se avessero tolto delle frequenze con l'equalizzatore. Ho l'impressione, comunque, che l'arrangiamento sia stato pensato anche in funzione del balletto: per una traccia radiofonica normale la durata poteva essere di un minuto in meno tranquillamente. Complessivamente, però, il pezzo si lascia ascoltare con piacere, il ritornello è molto orecchiabile e ti entra subito in testa.

Non mi soffermo sull'analisi dell'intero testo, altrimenti viene fuori un post troppo lungo che non verrebbe nemmeno letto. Trovo comunque che sia interessante. Se fin dalle sue origini espressamente anarchiche Vasco ci ha abiutati a una poetica fortemente "individualistica" - si potrebbero citare tantissimi esempi -, ho l'impressione che il suo pensiero sia recentemente approdato a nuovi orizzonti. Certo, Vasco Rossi, come ogni artista dalla modernità in poi, ma soprattutto Vasco per la sua storia, non può prescindere dal modo "individualistico" di intendere i sentimenti, le emozioni, le illusioni, ecc., ma allo stesso tempo mi sembra strizzi ora l'occhio a quel filone della filosofia che studia il "riconoscimento". Alle idee di autori come Charles Taylor o Axel Honneth, secondo cui l'identità della persona non è mai unicamente atomistica, monologica, ma si forma in un processo dialogico, attraverso l'altro, grazie all'altro, in virtù di rapporti di reciproco "riconoscimento" che consentono agli individui di conoscere se stessi e di avere fiducia in se stessi. Hai ragione sempre te / e io devo riconoscermi / ma non è possibile senza di te .

A una poetica costellata di rapporti caduchi, figli di grandi passioni destinate a perire, si sostituisce oggi la consapevolezza della necessità di relazioni significative e durature, "ad ogni costo", per la definizione di se stessi. Così, dopo il Vasco del carpe diem, del "prova a star con me stasera", di Gabri, di Senza Parole, il Vasco maturo sorride all'idea di un "per sempre", di una relazione costitutiva, dove, come diceva Hegel, si può essere se stessi in un altro. E anche se questo "per sempre" non richiama vincoli ufficiali, ma rimanda piuttosto alla scelta di ogni giorno, è forte in me la convinzione che siamo di fronte, ed è in maturazione da qualche anno, a una svolta nello sguardo di Vasco sulla vita e sull'amore. "Essere se stessi in un altro" significa potersi riconoscere solo negli occhi e nelle braccia di un altro, in una relazione che è ormai una seconda natura, costitutiva di sé. Non avrò mai modo di sapere se Vasco ha in mente le letture che ho ipotizzato (ma ci sono anche altri autori, anche afferenti altri campi come la psicoanalisi, a sostenere tesi simili), ma intravedo un filo che da Ad ogni costo passa per Come vorrei e arriva a Una canzone d'amore buttata via.
teo (doro) mi sorprendi sempre...eppure dovrei essere abituato alle tue analisi cosí profonde.
Hai dato una lettura molto interessante e, permettimi, bella.
Sono giorni che dico che questa canzone si é "legata" improvvisamente...e lo ha fatto proprio con quella frase che citi tu....proprio in quel "riconoscermi" e in quel "per sempre" che tiri dentro....
Ti faccio i miei sentiti complimenti...fierissimo di te  :-*
IO CERCO TE...

Senti che bel rumore...

Noi, le mani sporche di allegria non le abbiamo mai dimenticate...ed insieme abbiamo trovato il modo per farcela tutti...tutti un po eroi, tu il mio!!! :mucca:

Any: e' veramente un immenso fiume di gente in un immenso spazio bellissimo
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Any:Me sò messa su a bilancia e m'è uscito che ero alta 1,49
Muc:Annamo bene se te misuri l'altezza su a bilancia 
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Cris: Lalla ha l'L9
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o giù di lì...

una Vaina loca

maximus86

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    Noi siamo quelli delle illusioni...
Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1028 il: Gennaio 06, 2021, 09:52:29 »
L'INDIVIDUALISMO EDULCORATO DI VASCO

Anzitutto premetto che non ho avuto né tempo né modo di leggere le sessanta pagine precedenti. Pertanto, chiedo anticipatamente venia in caso si verificassero noiose ripetizioni.

Avendoli sentiti privatamente, so che alla pressoché totalità dei miei amici del forum il pezzo non è piaciuto. Personalmente non lo trovo affatto male. Dal punto di vista musicale, ai primi ascolti percepivo del fastidio nel passaggio tra la strofa e il ritornello, quasi fossero due pezzi diversi allacciati tra loro: devo dire che con l'andare dell'ascolto questa sensazione è scomparsa. Probabilmente se non ci fosse quella cassa il ritornello rischierebbe di diventare troppo lagnoso. Il coretto è strano, mi sembra eccessivamente compressato o come se avessero tolto delle frequenze con l'equalizzatore. Ho l'impressione, comunque, che l'arrangiamento sia stato pensato anche in funzione del balletto: per una traccia radiofonica normale la durata poteva essere di un minuto in meno tranquillamente. Complessivamente, però, il pezzo si lascia ascoltare con piacere, il ritornello è molto orecchiabile e ti entra subito in testa.

Non mi soffermo sull'analisi dell'intero testo, altrimenti viene fuori un post troppo lungo che non verrebbe nemmeno letto. Trovo comunque che sia interessante. Se fin dalle sue origini espressamente anarchiche Vasco ci ha abiutati a una poetica fortemente "individualistica" - si potrebbero citare tantissimi esempi -, ho l'impressione che il suo pensiero sia recentemente approdato a nuovi orizzonti. Certo, Vasco Rossi, come ogni artista dalla modernità in poi, ma soprattutto Vasco per la sua storia, non può prescindere dal modo "individualistico" di intendere i sentimenti, le emozioni, le illusioni, ecc., ma allo stesso tempo mi sembra strizzi ora l'occhio a quel filone della filosofia che studia il "riconoscimento". Alle idee di autori come Charles Taylor o Axel Honneth, secondo cui l'identità della persona non è mai unicamente atomistica, monologica, ma si forma in un processo dialogico, attraverso l'altro, grazie all'altro, in virtù di rapporti di reciproco "riconoscimento" che consentono agli individui di conoscere se stessi e di avere fiducia in se stessi. Hai ragione sempre te / e io devo riconoscermi / ma non è possibile senza di te .

A una poetica costellata di rapporti caduchi, figli di grandi passioni destinate a perire, si sostituisce oggi la consapevolezza della necessità di relazioni significative e durature, "ad ogni costo", per la definizione di se stessi. Così, dopo il Vasco del carpe diem, del "prova a star con me stasera", di Gabri, di Senza Parole, il Vasco maturo sorride all'idea di un "per sempre", di una relazione costitutiva, dove, come diceva Hegel, si può essere se stessi in un altro. E anche se questo "per sempre" non richiama vincoli ufficiali, ma rimanda piuttosto alla scelta di ogni giorno, è forte in me la convinzione che siamo di fronte, ed è in maturazione da qualche anno, a una svolta nello sguardo di Vasco sulla vita e sull'amore. "Essere se stessi in un altro" significa potersi riconoscere solo negli occhi e nelle braccia di un altro, in una relazione che è ormai una seconda natura, costitutiva di sé. Non avrò mai modo di sapere se Vasco ha in mente le letture che ho ipotizzato (ma ci sono anche altri autori, anche afferenti altri campi come la psicoanalisi, a sostenere tesi simili), ma intravedo un filo che da Ad ogni costo passa per Come vorrei e arriva a Una canzone d'amore buttata via.



Complimenti per l'ottima analisi, io credo non sia lontana da quanto aveva in testa Vasco quando ha composto la canzone, viste le sue letture di filosofia. Trovo molto giusta la constatazione di un passaggio da una identità monologica ad una dialogica. Vedo proprio un cambio di messaggio in questo pezzo, come in altri prima, e lo si vede proprio in frasi come "Hai ragione sempre te / e io devo riconoscermi / ma non è possibile senza di te" oppure in "Sembra strano anche a me/ che io non possa più difenderti / e non è mica facile".
Ma lo sento anche nel ritornello "Non lasciarmi andar via, non lasciare che sia" non è più "guardami/non potrai mai trovare un altro come me/ sarà difficile perfino anche per te..." c'è proprio un passaggio graduale ma netto dal Vasco individualista al Vasco che ha bisogno di riconoscersi in un'altra persona.
Secondo me questo mutamento è dovuto a fattori personali, certamente, ma anche collettivi, sociali direi, una sorta di "opposizione" ad una società diventata brutalmente individualista.
Chiudo dicendo che, a prescindere dai giudizi di ciascuno, secondo me in questo pezzo il messaggio, il testo, l'arrangiamento e soprattutto l'interpretazione sono molto ben legati. O meglio funzionali al messaggio che vuole dare.
« Ultima modifica: Gennaio 06, 2021, 09:54:15 da maximus86 »
Vivere.... e sorridere dei guai....proprio come non hai fatto mai.....e poi combattere e lottare contro tutti contro........

Cav. Lambert

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1029 il: Gennaio 06, 2021, 10:52:38 »
Hanno toppato comunque la strategia su youtube... bastava mettere subito il video lyric (stile Come nelle favole), invece di lasciare spazio e campo a quelli non ufficiali  :ahsi:

Ora giorno 7 il video riuscirà ad evere il successo sperato? Vedremo  ;)
« Ultima modifica: Gennaio 06, 2021, 10:54:09 da Cav. Lambert »
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Cav. Lambert

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1030 il: Gennaio 06, 2021, 10:56:51 »


Io sinceramente non vedo nessuna affinità tra la poetica di Lynch e questo pezzo  :ahsi:

Scusate l'off topic cinematografico  :ok:
« Ultima modifica: Gennaio 06, 2021, 11:02:18 da Cav. Lambert »
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Dadino

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1031 il: Gennaio 06, 2021, 11:00:27 »
Hanno toppato comunque la strategia su youtube... bastava mettere subito il video lyric (stile Come nelle favole), invece di lasciare spazio e campo a quelli non ufficiali  :ahsi:


si infatti... :nono:
17 Giugno 2011 San Siro
7 e 9 giugno 2013 Torino
9 e 10 luglio 2014 San Siro
18 giugno 2015 San Siro (+ pelle Will Hunt)
27 e 28 giugno 2015 Torino (finalmente ho incontrato Vasco)
18 giugno 2016 Lignano
23 giugno 2016 Roma
29 giugno 2017 e 1 luglio Modena Park
25 maggio 2018 Lignano
2 giugno 2018 Torino
12 giugno 2018 Roma (+ pelle Matt Laug)
1, 2, 6 (+ plettro di stef), 7, 11, 12 giugno 2019 San Siro, e il 9 giugno al corriere della Sera
19, 20, 24 maggio 2022, 3, 11, 12,30 giugno 2022...

Gasp

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1032 il: Gennaio 06, 2021, 11:43:45 »
L'INDIVIDUALISMO EDULCORATO DI VASCO

Anzitutto premetto che non ho avuto né tempo né modo di leggere le sessanta pagine precedenti. Pertanto, chiedo anticipatamente venia in caso si verificassero noiose ripetizioni.

Avendoli sentiti privatamente, so che alla pressoché totalità dei miei amici del forum il pezzo non è piaciuto. Personalmente non lo trovo affatto male. Dal punto di vista musicale, ai primi ascolti percepivo del fastidio nel passaggio tra la strofa e il ritornello, quasi fossero due pezzi diversi allacciati tra loro: devo dire che con l'andare dell'ascolto questa sensazione è scomparsa. Probabilmente se non ci fosse quella cassa il ritornello rischierebbe di diventare troppo lagnoso. Il coretto è strano, mi sembra eccessivamente compressato o come se avessero tolto delle frequenze con l'equalizzatore. Ho l'impressione, comunque, che l'arrangiamento sia stato pensato anche in funzione del balletto: per una traccia radiofonica normale la durata poteva essere di un minuto in meno tranquillamente. Complessivamente, però, il pezzo si lascia ascoltare con piacere, il ritornello è molto orecchiabile e ti entra subito in testa.

Non mi soffermo sull'analisi dell'intero testo, altrimenti viene fuori un post troppo lungo che non verrebbe nemmeno letto. Trovo comunque che sia interessante. Se fin dalle sue origini espressamente anarchiche Vasco ci ha abiutati a una poetica fortemente "individualistica" - si potrebbero citare tantissimi esempi -, ho l'impressione che il suo pensiero sia recentemente approdato a nuovi orizzonti. Certo, Vasco Rossi, come ogni artista dalla modernità in poi, ma soprattutto Vasco per la sua storia, non può prescindere dal modo "individualistico" di intendere i sentimenti, le emozioni, le illusioni, ecc., ma allo stesso tempo mi sembra strizzi ora l'occhio a quel filone della filosofia che studia il "riconoscimento". Alle idee di autori come Charles Taylor o Axel Honneth, secondo cui l'identità della persona non è mai unicamente atomistica, monologica, ma si forma in un processo dialogico, attraverso l'altro, grazie all'altro, in virtù di rapporti di reciproco "riconoscimento" che consentono agli individui di conoscere se stessi e di avere fiducia in se stessi. Hai ragione sempre te / e io devo riconoscermi / ma non è possibile senza di te .

A una poetica costellata di rapporti caduchi, figli di grandi passioni destinate a perire, si sostituisce oggi la consapevolezza della necessità di relazioni significative e durature, "ad ogni costo", per la definizione di se stessi. Così, dopo il Vasco del carpe diem, del "prova a star con me stasera", di Gabri, di Senza Parole, il Vasco maturo sorride all'idea di un "per sempre", di una relazione costitutiva, dove, come diceva Hegel, si può essere se stessi in un altro. E anche se questo "per sempre" non richiama vincoli ufficiali, ma rimanda piuttosto alla scelta di ogni giorno, è forte in me la convinzione che siamo di fronte, ed è in maturazione da qualche anno, a una svolta nello sguardo di Vasco sulla vita e sull'amore. "Essere se stessi in un altro" significa potersi riconoscere solo negli occhi e nelle braccia di un altro, in una relazione che è ormai una seconda natura, costitutiva di sé. Non avrò mai modo di sapere se Vasco ha in mente le letture che ho ipotizzato (ma ci sono anche altri autori, anche afferenti altri campi come la psicoanalisi, a sostenere tesi simili), ma intravedo un filo che da Ad ogni costo passa per Come vorrei e arriva a Una canzone d'amore buttata via.
Non ho il piacere di conoscerla ma non posso che complimentarmi per il post, se il nostro vascuccio si avvalesse di collaboratori come lei sicuramente il livello qualitativo della comunicazione e delle pubbliche relazioni si alzerebbe e non  di poco!  :). Detto ciò trovare in questo testo riferimenti alla filosofia del riconoscimento (glielo dice uno che fino a quante volte e dannate nuvole ha sempre provato a captare dei riferimenti "colti" nelle composizioni del Nostro) mi sembra un grande, grande atto di benevolenza  :). Così come l'ardito riferimento a lynch letto poc'anzi  :hihih:. Sempre a mio parere, s'intende...

Cav. Lambert

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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1033 il: Gennaio 06, 2021, 11:44:04 »
Chiudo dicendo che, a prescindere dai giudizi di ciascuno, secondo me in questo pezzo il messaggio, il testo, l'arrangiamento e soprattutto l'interpretazione sono molto ben legati. O meglio funzionali al messaggio che vuole dare.
Su questo sono d'accordo  :ok:
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Re:"Una canzone d'amore buttata via": nuovo singolo in uscita l'1 Gennaio
« Risposta #1034 il: Gennaio 06, 2021, 11:55:54 »
L'INDIVIDUALISMO EDULCORATO DI VASCO

Anzitutto premetto che non ho avuto né tempo né modo di leggere le sessanta pagine precedenti. Pertanto, chiedo anticipatamente venia in caso si verificassero noiose ripetizioni.

Avendoli sentiti privatamente, so che alla pressoché totalità dei miei amici del forum il pezzo non è piaciuto. Personalmente non lo trovo affatto male. Dal punto di vista musicale, ai primi ascolti percepivo del fastidio nel passaggio tra la strofa e il ritornello, quasi fossero due pezzi diversi allacciati tra loro: devo dire che con l'andare dell'ascolto questa sensazione è scomparsa. Probabilmente se non ci fosse quella cassa il ritornello rischierebbe di diventare troppo lagnoso. Il coretto è strano, mi sembra eccessivamente compressato o come se avessero tolto delle frequenze con l'equalizzatore. Ho l'impressione, comunque, che l'arrangiamento sia stato pensato anche in funzione del balletto: per una traccia radiofonica normale la durata poteva essere di un minuto in meno tranquillamente. Complessivamente, però, il pezzo si lascia ascoltare con piacere, il ritornello è molto orecchiabile e ti entra subito in testa.

Non mi soffermo sull'analisi dell'intero testo, altrimenti viene fuori un post troppo lungo che non verrebbe nemmeno letto. Trovo comunque che sia interessante. Se fin dalle sue origini espressamente anarchiche Vasco ci ha abiutati a una poetica fortemente "individualistica" - si potrebbero citare tantissimi esempi -, ho l'impressione che il suo pensiero sia recentemente approdato a nuovi orizzonti. Certo, Vasco Rossi, come ogni artista dalla modernità in poi, ma soprattutto Vasco per la sua storia, non può prescindere dal modo "individualistico" di intendere i sentimenti, le emozioni, le illusioni, ecc., ma allo stesso tempo mi sembra strizzi ora l'occhio a quel filone della filosofia che studia il "riconoscimento". Alle idee di autori come Charles Taylor o Axel Honneth, secondo cui l'identità della persona non è mai unicamente atomistica, monologica, ma si forma in un processo dialogico, attraverso l'altro, grazie all'altro, in virtù di rapporti di reciproco "riconoscimento" che consentono agli individui di conoscere se stessi e di avere fiducia in se stessi. Hai ragione sempre te / e io devo riconoscermi / ma non è possibile senza di te .

A una poetica costellata di rapporti caduchi, figli di grandi passioni destinate a perire, si sostituisce oggi la consapevolezza della necessità di relazioni significative e durature, "ad ogni costo", per la definizione di se stessi. Così, dopo il Vasco del carpe diem, del "prova a star con me stasera", di Gabri, di Senza Parole, il Vasco maturo sorride all'idea di un "per sempre", di una relazione costitutiva, dove, come diceva Hegel, si può essere se stessi in un altro. E anche se questo "per sempre" non richiama vincoli ufficiali, ma rimanda piuttosto alla scelta di ogni giorno, è forte in me la convinzione che siamo di fronte, ed è in maturazione da qualche anno, a una svolta nello sguardo di Vasco sulla vita e sull'amore. "Essere se stessi in un altro" significa potersi riconoscere solo negli occhi e nelle braccia di un altro, in una relazione che è ormai una seconda natura, costitutiva di sé. Non avrò mai modo di sapere se Vasco ha in mente le letture che ho ipotizzato (ma ci sono anche altri autori, anche afferenti altri campi come la psicoanalisi, a sostenere tesi simili), ma intravedo un filo che da Ad ogni costo passa per Come vorrei e arriva a Una canzone d'amore buttata via.



Il mio caro Teo!  :-*
Questo post spiega esattamente uno dei motivi per cui qui nel forum si sente la tua mancanza!
Disapprovo ciò che dici, ma difenderò il tuo diritto di dirlo. (Voltaire)
Non fatemi guerra che poi la perdete

Agente REW007 con licenza di BANNARE!!!!

Si tratta di uno stato di rincoglionimento talmente evidente che mi sono vergognata con me stessa e mi sono chiesta scusa.
:rido:

 

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