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Autore Topic: «Io, Vasco e la nostra vita spericolata» (intervista al Gallo)  (Letto 1604 volte)

Dannate Nuvole

  • San Siro 03 Member

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  • Testo personale
    ..e le stesse, stesse, stesse delusioni!
«Io, Vasco e la nostra vita spericolata»
L’intervista a Claudio Golinelli, per tutti il Gallo, bassista di Vasco Rossi venerdì in concerto al Zsa Zsa di Varese

Vasco ha detto che questo era il suo ultimo disco, ma voi non ci dovete credere. Quest’anno sta facendo il doppio dei concerti. E quando io gli ho detto che dovrei essere già in pensione da tre anni, lui mi ha risposto “te smetti quando smetto io”. Del resto stiamo parlando di una rockstar...».

È Claudio Golinelli detto il Gallo, il bassista ufficiale di Vasco che suona con lui da più di 30 anni, ad aprire ai fans la speranza di avere presto tra le mani un altro album del cantautore-icona. Il Gallo sarà a Varese venerdì sera, allo Zsa Zsa di via Orrigoni 7, dove suonerà insieme ad alcuni amici e festeggerà virtualmente il compleanno del Blasco. Anche se un po’ in ritardo, perché la data giusta sarebbe stata il 7 febbraio, quando Rossi ha compiuto 63 anni. La serata si chiama “Buon kompleanno Vasco”, lo spettacolo inizia alle 22.


Avete fatto un brindisi quel giorno?
No, ero a suonare a Ostuni. Ma gli ho mandato un messaggio con scritto “100 e ancora 100 di questi giorni”. Lui mi ha risposto “Ti bacio e cin cin”, il che suona un po’ strano perché io non posso bere. Però, con tutti i messaggi che avrà ricevuto, Vasco mi ha risposto e questo mi fa contento.

Una rockstar che non beve birra? Com’è possibile?
Ho avuto un tumore al fegato e Vasco, durante la mia malattia, mi ha sempre aiutato. Ricordo che il 1° maggio del 2009 non sono riuscito a partecipare al concerto di Roma per via della chemioterapia. Ma a settembre Vasco mi ha detto: “Se non vieni tu è un casino”. E mi ha convinto a risalire sul palco per accompagnarlo nel tour indoor. Gli ho sempre voluto bene. Ho suonato con tanti artisti, ma so che finirò la carriera con lui.

Com’è lavorare con una rockstar?
Le rockstar sono tutte pazze. Anche Battiato però non scherza: abbiamo suonato “L’ombrello e la macchina da cucire” senza fare le prove. Sono tutti una manica di pazzi, ma io li amo perché sono dei geni.

Come è iniziata la sua carriera al fianco di Vasco?
A 17 anni, folgorato da Paul McCartney, con il passaporto firmato da mio padre, sono andato a Londra. Ho suonato nella band della scuola frequentata dalla mia ragazza, ho avuto l’opportunità di fare esperienza e di registrare i miei primi vinili. Poi ho conosciuto Gianna Nannini e ho lavorato con lei in Germania, fino alla registrazione di “Fotoromanza”. Ma negli anni ’80 mi ero stufato di mangiare würstel. Per quello, quando mi è arrivata la proposta di suonare con Vasco, ho accettato subito e mi sono fiondato a Zocca.

Come ha imparato a suonare?
A 10 anni suonavo la batteria nell’orchestra “GinoK” di mio padre. Sono entrato in conservatorio a 12 anni e, adesso che ne ho 65, trascorro ancora la notte sui libri. Si, sono il più vecchio della band di Vasco, mi rispettano per questo. Sono anche professore di contrabbasso e musica classica. Continuare a studiare mi serve per avere percezioni nuove, per capire le cose che sfuggono ai dilettanti, con tutto il rispetto s’intende. La musica l’ho imparata studiando, ma è stato mio padre a insegnarmi cosa voleva dire essere un musicista. Lui suonava anche quando fu fatto prigioniero di guerra, con gli inglesi. Da lui ho imparato che la vita di un musicista è piena di piaceri, ma richiede enormi sacrifici.

Che rapporto ha un musicista con il suo strumento?
Non resisto: compro un basso nuovo all’anno per avere nuovi stimoli. Gli strumenti musicali mi devono sedurre, condurre le mie mani sopra di loro. Un po’ come le donne... ma cosa dico! Mi rimangio tutto, mica che qualcuna si offenda.

Parliamo ancora del futuro: cosa vede?
Nel mio futuro vedo un impegno sempre maggiore con la Gallo Team, che è una band pazzesca. Il batterista è Adriano Molinari di Zucchero. Il tastierista Fabrizio Foschini degli Stadio di Dalla. Il chitarrista l’ho trovato in un hotel: faceva il cuoco, ma quando l’ho sentito suonare l’ho convinto a cambiare mestiere. Abbiamo all’attivo due singoli: “Per noi”, uscito nella primavera 2013, e “Notte da paura”, uscito nei primi giorni del 2014. Ci servirebbe uno sponsor per finire il secondo disco.

Nella serata di venerdì cosa dobbiamo aspettarci?
Più che altro io spero che non nevichi, perché altrimenti è un casino muoversi. Poi, mi aspetto una serata tra amici, con il mio amico Gius Eppe, scritto staccato, che è di Milano ma suona con persone di Varese. Mi aspetto di divertirmi, perché passano gli anni ma sono sempre un po’ Peter Pan.

fonte: http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cultura%20e%20Spettacoli/io-vasco-e-la-nostra-vita-spericolata_1104572_11/
"E allora la felicità dov'è? Conoscere se stessi, stare bene con se stessi. Prima di tutto ammettere la propria solitudine, accettare questa condizione. Partire da questa consapevolezza di nascere, vivere e morire soli, per poi potere stare con gli altri, con allegria e affetto, ma senza dipendenza: è questa la mia strada, my way..."

V.R.


...non vince il più bravo, ma il più furbo di sicuro!

 

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