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Tutto Vasco Rossi => Parole e Canzoni => Topic aperto da: anymore.blu - Novembre 26, 2018, 10:31:29

Titolo: La Verità, analisi del testo
Inserito da: anymore.blu - Novembre 26, 2018, 10:31:29
La Verità

Testo:

Si imbosca tra le nuvole, rimescola le regole, nessuno sa se viene o se ne va

Non mette in mostra i muscoli, non crede negli oroscopi

Non guarda i film già visti, lei, non ama la pubblicità

E tutti lì a discutere, e tutti a dire "Chi va là"

Si chiede la parola d'ordine,

Dov'è com'è si veste quanto costa che cos'è che faccia ha

La verità arriva quando vuole

La verità non ha bisogno mai di scuse

La verità fa male

La verità è che tutti possono sbagliare

Devi sapere da che parte stare

La verità fa male

Si cercano i colpevoli

Si ascoltano psicologi

Ognuno sa chi è stato o chi sarà

Si vietano gli alcolici, proibizionismi isterici

Vietato stare qui e stare là

E tutti pronti a crederci al primo che lo sa

Per continuare a chiedersi

Dov'è com'è si veste quanto costa che cos'è che faccia ha

La verità arriva silenziosa

La verità disturba sempre un po' qualcosa

La verità è la televisione

La verità è che ce n0'è sempre una migliore

La verità può essere un migliore

La verità arriva sempre sola

La verità sì, la verità non ha bisogno mai di scuse

La verità non è una signora

La verità, la verità non è mai vestita di rosa

La verità non è neanche una cosa

La verità si sposa
Titolo: Re:La verità, testo e analisi
Inserito da: anymore.blu - Novembre 26, 2018, 10:33:53
In questa sezione si analizza il testo della singola canzone, mettendo da parte la valutazione personale del complessivo della canzone stessa e dandone invece una interpretazione basato sulle parole e sull analisi appunto delle stesse.

Sto elaborando...
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: antobe91 - Novembre 26, 2018, 10:44:37
Sono curioso di leggere interpretazioni e voli pindarici ispirati da questo testo :)

Secondo me ci possono essere belle idee
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: donkeytonkey90 - Novembre 26, 2018, 13:22:44
Provo umilmente a fare la mia personale analisi di questo testo che io personalmente trovo bellissimo.
E sempre umilmente ammetto che io non sarei stato in grado di scrivere alcuni passaggi così bene :ok:

Si imbosca tra le nuvole,
rimescola le regole,
nessuno sa se viene o se ne va


Vasco subito ci porta dentro il tema della canzone con la sua famosa immediatezza e l'uso delle parole non è mai un caso, così come il suono che devono avere mentre le si canta.
L'imboscarsi tra le nuvole, oltre che essere una visione molto poetica della Verità, è un esempio di come Vasco sia un "pittore" bravissimo dell'attualità e come questa caratteristica non sia scemata nel tempo.
Personalmente, non avrei scelto "la verità" come titolo perché è come uno spoiler, i primi versi del testo, infatti, non ti svelano il soggetto ... e sarebbe stata una bella sorpresa da scoprire quando iniziano le strofe del ritornello... invece così sappiamo già che il soggetto è "la verità" :hihih:
La verità si "oscura" tra le nuvole, si nasconde... e poi rimescola le regole, ovvero riesce a soggiogare tutto a suo piacimento, leggi e regole perché Lei è una "forma" superiore.
Nessuno può sapere come si muove, se appunto viene e si palesa davanti a tutti ... oppure se ne va e si cela dietro a tante cose (che Vasco argomenterà in seguito).

Non mette in mostra i muscoli,
non crede negli oroscopi
Non guarda i film già visti, lei,
non ama la pubblicità


Le parole scelte da Vasco sono perfette, ogni singolo verso e suono è studiato nei mimini particolari.
La verità non ha bisogno di mostrare i muscoli, della violenza per palesarsi e per vincere appunto perché è una cosa superiore, oltre tutto e tutti.
Non crede negli oroscopi vuol dire che non cambia per coincidenze, fortuna o altre diavolerie, è una forma concreta.
Il passaggio successivo è sempre molto spietato, tagliente e bello: la Verità non guarda i film già visti, ovvero cambia sempre, è sempre nuova, non c'è una Verità assoluta che si ripete, non possiamo pensare che ci sia una Verità certa che non possa cambiare mai (a parte la morte forse :hihih: ma anche qui si potrebbe discutere sul termine morte e aldilà...)
La Verità non ama la pubblicità... infatti la pubblicità è l'esatto opposto di quello che è la Verità... la pubblicità enuncia una falsa verità su valori creati apposta per un prodotto (Bollicine parla perfettamente di questo tema).

E tutti lì a discutere, e tutti a dire "Chi va là"
Si chiede la parola d'ordine,
Dov'è com'è si veste quanto costa che cos'è che faccia ha


Qui Vasco, secondo me, fa venire alla luce un certo populismo delle persone che devono sempre scoprire tutto di tutti, sopratutto ora con l'avvento incontrollato dei social.
Tutti devono sapere la Verità, sul gossip per esempio, tutti devono discutere di tutto e mettere parola su ogni singola virgola.
La parola d'ordine io la vedo come un tag, un hashtag, un qualcosa che si riproduce su diversi argomenti, una matrice di false verità che si dilaga tra le persone e che le rende "ceche" al verso senso di qualche cosa. La parola d'ordine mi fa venire in mente il film "essi vivono" di john carpenter, ovvero le famose scritte "obbedisci" "rispetta le regole" e così via.

La verità arriva quando vuole
La verità non ha bisogno mai di scuse
La verità è fatale
La verità è che tutti possono sbagliare
Devi sapere da che parte stare
La verità fa male


Ecco che arriva il soggetto del discorso. La Verità! E la vediamo come una entità dal voler proprio(declinata al femminile non solo grammaticalmente).
Lei arriva quando vuole, quando le pare senza mezzi termini con la sua spietata volontà di Svelare!
La verità non ha bisogno di scuse, certamente, un bellissimo verso che ci descrive di quanto l'uomo abbia sempre bisogno di scuse per giustificare le cose che accadono e le cose che fa. La verità no.
Perché è fatale, quando arriva è come l'ultimo giudizio, è fatale, non si può condonare o sfumare... o cambiare!
Tutti possono sbagliare, altro tema molto caro a Vasco (avrai almeno la soddisfazione di dire che sei stato il peggiore!), non esiste uomo sul mondo che non sia immune da errori e questo tema per Vasco è una delle Verità certe di questo mondo, la vulnerabilità del genere umano con tutte le contraddizioni umane.
Devi sapere da che parte stare, ovvero se vuoi davvero pensare di essere immune da errori, se vuoi coprirti di presunzione ed egoismo credendo di essere davvero il più grande (secondo me questo pezzo è inerente al verso precedente, ovvero sul fatto che tutti possono sbagliare... quindi da che parte stai? credi di essere un Dio? di non sbagliare mai? ... praticamente perfetto ? mi ricorda un po' quel brano di Vasco in quel passaggio così feroce e spietato).
La verità fa male... certamente... perché ti riporta sempre al punto di partenza. Quando credi di aver svoltato e di essere riuscito in qualcosa... ecco che arrivano le Verità a ridimensionarti.


Si cercano i colpevoli
Si ascoltano psicologi
Ognuno sa chi è stato o chi sarà
Si vietano gli alcolici, proibizionismi isterici
Vietato stare qui e stare là


Descrizione geniale della società moderna. Ogni parola è sempre mirata, sia nel suo significato, sia nel suo suono musicale. Wow!
Tutti cercano i colpevoli, c'è sempre bisogno di cercare un colpevole anche quando, magari, siamo noi stessi i promotori di alcuni problemi.
Si ascoltano psicologi, infatti al giorno d'oggi al primo accenno di malumore andiamo tutti dallo psicologo per capire cosa non va in noi, quando magari è la società stessa con i suoi falsi valori a mandarci in confusione.
Ognuno sa chi è stato... basti guardare i talk show ed i social, tutti sanno di chi è colpa ... e nessuno è mai responsabile. Ragazzi, è l'Italia praticamente. Successono casini, tragedie ed inizia subito lo scaricabarile, ognuno sa chi è stato... ma nessuno è mai stato :hihih:
Si vietano gli alcolici, proibizionismi isterici e i divieti di stare ovunque io le vedo come frasi ironicamente taglienti sul fatto che nella società odierna si punta di più al proibire piuttosto che al risolvere o piuttosto che al regolamentare qualche cosa.
Il proibizionismo non credo sia riferito solo al consumo di alcol, ma anche a tante altre cose che ci accadono tutti i giorni.
Vasco ci vuole dire che proibire non è mai la soluzione giusta... è più utile comprendere, capire e concedere in modo intelligente. E' un argomento davvero molto ampio che Vasco tratta in maniera leggera ma sempre con grande autorevolezza.


E tutti pronti a crederci al primo che lo sa
Per continuare a chiedersi
Dov'è com'è si veste quanto costa che cos'è che faccia ha


Questo passo mi riporta sempre ai social, alle fake news... Vasco affronta un tema modernissimo e attualissimo. Tutti sono pronti a credere al primo che afferma qualcosa.
Lo vedo come un attacco anche al giornalismo becero degli ultimi anni che afferma cose su cose che poi deve sempre smentire perché inesatte. Diffamazioni continue ecc ecc
E tutti credono alla Verità del primo che passa che presto o tardi risulta inesatta.
Quindi ritorniamo sempre al punto di partenza. Questi versi sono strutturati come un ciclo perfetto per farci capire che una verità inesatta viene portata alla luce da qualcuno che vuole "controllare" qualcosa, il potere si diffonde, arriva l'isterismo, si proiscono cose, arrivano i divieti, tutti si guardano intorno impauriti e disorientati finché non arriva un altro con un'altra verità.
Bravo Vasco, secondo me questo ciclo musicale è stato pensato molto bene.


La verità arriva silenziosa
La verità disturba sempre un po' qualcosa


La verità può arrivare silenziosamente e tac... disturba sempre qualcuno o qualcosa perché non deve piacere... Lei è una forma superiore all'essere umano.

La verità è la televisione
La verità è che ce n'è sempre una migliore
La verità può essere un errore


Qui Vasco ritrova l'ironia di un tempo, la Verità è la televisione, ovvero il mezzo con cui si rivelano le più grandi bufale dei giorni d'oggi (seconda solo alla rete probabilmente)... e quindi di conseguenza il verso successivo... di Verità ce n'è sempre una migliore, un passo davvero ironico e tagliente per far capire come funziona il mondo televisivo.
E quindi, la Verità può essere un Errore... anche questi sono versi che sembrano scollegati ma che io trovo, invece, sapientemente collegati tra loro.

La verità arriva sempre sola
la verità non ha bisogno mai di scuse
La verità non è una signora
La verità, la verità non è mai vestita di rosa
La verità non è neanche una cosa
La verità si sposa



Il chiuso finale è fantastico. La Verità non è una signora, non ha la gentilezza femminile oppure la sensualità di una donna, la bellezza e la delicatezza.
Non è vestita di rosa, non è leggera, non è delicata. Anzi, è dura e spietata e non è mai una sola cosa...
E alla fine la Verità, per forza, la sposiamo.
Ognuno sosperà una Verità perché, alla fine della fiera, si è costretti dalla vita stessa.

Questa è la mia personale opinione ed analisi del testo.
Su alcuni punti un giorno mi piacerebbe ritornarci.

Sono molto curioso di leggere anche le vostre analisi, su questo testo c'è molto da parlare secondo me.
Scusate se sono stato un po' lungo nell'analizzare, ma non ne sono molto capace ahahah
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: anymore.blu - Novembre 26, 2018, 14:20:19
È un analisi che non si discosta di molto da quella che avevo in mente.
Una domanda mi è venuta leggendo il testo, e cioè, si parla di verità come risposte a domande più o meno essenziali, che arrivano deviate appunto da pubblicità slogan frasi fatte proibizionismo..   o di verità come dato di fatto.?

Perché il passaggio la verità non è mai  sola.. sta per non è una sola in base al fatto o alla domanda...
La verità su un fatto è una, mentre la verità a domande proprie può essere diversa per ognuno.


Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: Cav. Lambert - Novembre 26, 2018, 14:37:15
Qualcuno può spiegarmi la frase: "la verità non è neanche una cosa"   :mmm:

Grazie  :ok:
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: anymore.blu - Novembre 26, 2018, 14:49:17
Qualcuno può spiegarmi la frase: "la verità non è neanche una cosa"   :mmm:

Grazie  :ok:

Mettiti in fila, si riconduce volendo alla mia osservazione sopra.
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: Cav. Lambert - Novembre 26, 2018, 14:59:20
Mettiti in fila, si riconduce volendo alla mia osservazione sopra.
Ok  :caffe:

Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: Gasp - Novembre 26, 2018, 15:10:24
Stasera spero di riuscire a scrivere qualcosa in merito...a più tardi,amici...
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: Stupendo! - Novembre 26, 2018, 17:20:35
Ma onestamente la lettura è più o meno quella non è che sia criptica...
non c'è il caffè di Tu vuoi da me qualcosa, al massimo c'è il vestito di rosa e qualche altra cosa il senso è abbastanza lampante e diretto.
Il problema è che non lo trovo illuminante né fantastico...  Alla luce di quanto venga già espresso da più voci su ogni giornale o rete televisiva e alla luce di altri pezzi di Vasco
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: anymore.blu - Novembre 26, 2018, 18:19:09
No stew, criptico nemmeno per me, interessante si, infatti aspetto gasp con le sue perle serali :risata:
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: donkeytonkey90 - Novembre 26, 2018, 19:28:09
Ma onestamente la lettura è più o meno quella non è che sia criptica...
non c'è il caffè di Tu vuoi da me qualcosa, al massimo c'è il vestito di rosa e qualche altra cosa il senso è abbastanza lampante e diretto.
Il problema è che non lo trovo illuminante né fantastico...  Alla luce di quanto venga già espresso da più voci su ogni giornale o rete televisiva e alla luce di altri pezzi di Vasco
Opinioni diverse
Da persone diverse  :yahoo:
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: Gasp - Novembre 28, 2018, 00:20:46
Qualcuno può spiegarmi la frase: "la verità non è neanche una cosa"   :mmm:

Grazie  :ok:
Parto dal quesito posto dall'amico cav per fare qualche considerazione sul brano(non lo analizzo strofa per strofa perché non arriveremmo alla fine né io né voi  :)):il verso "la verità non è neanche una cosa"credo voglia significare che la verità non è una materia concreta ed incontrovertibile ma aleatoria, quindi di fatto non è"una cosa"ma l'insieme di tante sfaccettature.sulle strofe riguardanti i proibizionismi e le declinazioni al femminile già mi sono espresso in precedenti topiccss.in generale leggendo e rileggendo il testo la strana sensazione è che sia, come diceva con altre parole il sig.stupendo, pertinente al taglio che si voleva dare al brano ma non geniale come altre volte...
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: Stupendo! - Novembre 28, 2018, 00:28:56
Azzarderei anche poco incisivo
In Tu vuoi da me qualcosa magari non c'è genio magari è un po' criptica in alcuni punti in cui lascia spunti che vanno molto a Interpretazione. ma è molto incisiva
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: donkeytonkey90 - Novembre 28, 2018, 00:33:52
Azzarderei anche poco incisivo
In Tu vuoi da me qualcosa magari non c'è genio magari è un po' criptica in alcuni punti in cui lascia spunti che vanno molto a Interpretazione. ma è molto incisiva
pensa che tu vuoi da me qualcosa è in brano che non mi dispiace affatto.
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: anymore.blu - Novembre 28, 2018, 08:55:39
Parto dal quesito posto dall'amico cav per fare qualche considerazione sul brano(non lo analizzo strofa per strofa perché non arriveremmo alla fine né io né voi  :)):il verso "la verità non è neanche una cosa"credo voglia significare che la verità non è una materia concreta ed incontrovertibile ma aleatoria, quindi di fatto non è"una cosa"ma l'insieme di tante sfaccettature.sulle strofe riguardanti i proibizionismi e le declinazioni al femminile già mi sono espresso in precedenti topiccss.in generale leggendo e rileggendo il testo la strana sensazione è che sia, come diceva con altre parole il sig.stupendo, pertinente al taglio che si voleva dare al brano ma non geniale come altre volte...

Non si distanzia tanto dal mio quesito osservazione gasp... :)

Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: Teo95 - Febbraio 12, 2020, 12:44:12
Ragazzi, bentrovati! È un po’ che non scrivo, anche se in realtà ci sono sempre. I nickname sono diventati nomi, i nomi volti, i volti amici: insomma con la Combriccola ci si sente quotidianamente. In una delle nostre discussioni sono venuti fuori pareri discordanti su questa canzone, che personalmente ritengo troppo bistrattata, e allora ecco che mi è venuto da condividere la mia interpretazione.

La canzone va letta, come quasi sempre accade con Vasco, nello stretto territorio di confine tra esistenzialismo e ironia, nonostante i toni molto leggeri, quasi da canzoncina (che la rendono particolare).

Cito quella che personalmente ritengo la chiave di lettura:
Giunse infine da sé [Socrate], dopo aver lasciato passare non tanto tempo quant'era solito, bensì proprio quando essi si trovavano a metà cena. E Agatone, che stava sdraiato, solo, nell'ultimo posto: -Qua, Socrate, gridò, vieni a stenderti vicino a me, in modo ch'io possa anche, al tuo contatto, godere di quella sapienza, che t'è venuta incontro nell'atrio. E' chiaro, infatti, che l'hai scoperta [d] e la possiedi; ché prima non ti saresti mosso di là! E Socrate sedette, e rispose: - Sarebbe bello, Agatone, se la sapienza fosse tale da poter fluire, al solo contatto reciproco, dal più pieno di noi al più vuoto, così come nei calici scorre l'acqua dal più colmo al più vuoto, attraverso il filo di lana. Che se anche la sapienza ha tale natura, tengo in gran [e] pregio il giacere presso di te: giacché penso che sarò colmato, da te, di molta e bella sapienza. La mia infatti non potrebb'essere che di scarso valore, o anche di dubbia realtà, quasi fosse un sogno; mentre splendida e piena di promesse è invece la tua, che da te ancor giovane brillò poco fa così intensamente di tanto chiara luce di fronte alla testimonianza di più di trentamila Elleni” (Platone, Simposio, 175c-e, ed. Laterza).

Il passo è molto celebre. Si trova all’inizio del Simposio, probabilmente il dialogo più famoso di Platone. Agatone e Socrate si stanno prendendo per il culo a vicenda, ma è nello scambio di battute ironico che Socrate inserisce la frase fondamentale: sarebbe bello se la sapienza (la verità) potesse fluire da una testa all’altra, solo per contatto, ma non è così. Sarebbe bello se bastasse imparare delle nozioni, se fosse sufficiente lasciarsi indottrinare dal “primo che lo sa”. Sarebbe bello se insegnare (come spesso si crede a scuola) fosse semplicemente trasmettere nozioni già acquisite.

Vasco comincia con una descrizione femminea della verità: s’imbosca tra le nuvole (si nasconde nei pensieri, è lì confusamente in mezzo ma non si sa dove) / rimescola le regole (è sempre fuori dagli schemi prestabiliti) / nessuno sa se viene o se ne va (l’intuizione arriva quando meno te l’aspetti e non sei nemmeno sicuro che arrivi). / Non mette in mostra i muscoli (la verità non s’impone con la forza) / non crede negli oroscopi (va cercata con la ragione, non con isterismi superstiziosi) / non guarda i film già visti (non basta ripetere la cantilena di verità già dette) / lei non ama la pubblicità (non è in vendita, non è lì a portata di mano). E tutti lì a discutere / e tutti a dire chi va là / si chiede la parola d’ordine / dov’è, come si veste, quanto costa, che cos’è, che faccia ha: non si può fare a meno di parlarne, tutti ne parlano. Ma la verità non è qualcosa che può scorrere da una mente all’altra, non basta una parola d’ordine per identificarla, non basta un volto, non basta sapere come si veste. Lo stesso concetto viene espresso nella seconda strofa: si cercano i colpevoli / si ascoltano psicologi, ecc.: tutti vogliono questa parola d’ordine che li metta a posto. Nessuno vuol fare la fatica di capire davvero che cos’è.

Che cos’è quindi la Verità?

Come spiegherà poi Socrate, la verità è una ricerca personale, un investimento totale della propria vita. Non è quella frase fatta, questa dottrina, quel personaggio. La verità si incarna, la verità è nell’esperienza quotidiana. Sei tu che devi decidere da che parte stare, ogni giorno. La verità fa male, non è un “pranzo di gala”. Non ha bisogno di scuse e soprattutto disturba, fa paura. Ci fa paura. Può essere un errore, può sfuggire, ma il punto è questo: non è un semplice sapere intellettualoide, ma ciò che tu incarni nella vita. La parte in cui decidi di stare.

La fine è stata molto criticata: in realtà credo sia proprio la chiave del pezzo:

La verità non è una signora
la verità, la verità non è vestita mai di rosa
la verità non è neanche una cosa
la verità si sposa!


La verità si sposa. È la fedeltà di ogni giorno, la scelta di ogni giorno. Ogni giorno devi sapere da che parte stare, devi rinunciare a qualcosa per inseguire la verità, devi amare più la verità di te stesso, delle tue ambizioni, delle tue inclinazioni, del tuo potere. La verità è un lavoro, un atto di amore. Una ricerca. Platone nel Simposio parla dell’Amore, ma parlando dell’Amore in realtà parla della Filosofia, della sapienza. Vasco conclude la canzone dicendo che la verità non è una cosa che puoi possedere definitivamente, non è vestita mai di rosa (anzi, disturba sempre!), ma si sposa (è una tensione, un atto di amore, il lavoro di ogni giorno). Quando la verità viene pensata come una cosa che si ha definitivamente, essa inaridisce, si sciupa. È un’illusione che porta solo arroganza e a prese di posizioni dogmatiche. La verità deve incarnarsi nell'esperienza, è una tensione esistenziale, non una cosa da intellettuali. Inoltre può far male, quindi occorre anche una dose di coraggio, e soprattutto non porta al successo (non ama la pubblicità).
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: Stupendo! - Febbraio 12, 2020, 13:37:05
D accordo in generale, anche se non su tutte le interpretazioni che hai dato. Ma non fanno la differenza in una interpretazione su cui sostanzialmente leggo come te a parte qualche snodo. Ad esempio noi siamo le nostre azioni, è un po' complicato il passaggio che lega la Verità (storica?) alle azioni /scelte del singolo che hanno a che fare con la propria morale, non con ciò che è vero e ciò che è falso.
Vero è che molte scelte e azioni sono frutto di reazioni a ciò che accade intorno a noi ma se la mia percezione è filtrata e quindi falsata, le mie reazioni saranno compiute su basi sbagliate.

Ma ciò che non mi piace di questo testo è ciò che dice, oltre a metafore di dubbio impatto e valore artistico : Vasco ha già ampiamente trattato il tema della verità, dell incertezza, del dubbio, l esistenzialita, la parzialità dei media e la facilità con cui  giudichiamo. Non si sentiva l esistenza di scrivere quanto sia difficile capire chi mente, chi ha ragione, quanto sia difficile farsi un idea corretta e quanto sia oneroso fare scelte giuste invece che facili
Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: anymore.blu - Febbraio 12, 2020, 20:24:08
Ragazzi, bentrovati! È un po’ che non scrivo, anche se in realtà ci sono sempre. I nickname sono diventati nomi, i nomi volti, i volti amici: insomma con la Combriccola ci si sente quotidianamente. In una delle nostre discussioni sono venuti fuori pareri discordanti su questa canzone, che personalmente ritengo troppo bistrattata, e allora ecco che mi è venuto da condividere la mia interpretazione.

La canzone va letta, come quasi sempre accade con Vasco, nello stretto territorio di confine tra esistenzialismo e ironia, nonostante i toni molto leggeri, quasi da canzoncina (che la rendono particolare).

Cito quella che personalmente ritengo la chiave di lettura:
Giunse infine da sé [Socrate], dopo aver lasciato passare non tanto tempo quant'era solito, bensì proprio quando essi si trovavano a metà cena. E Agatone, che stava sdraiato, solo, nell'ultimo posto: -Qua, Socrate, gridò, vieni a stenderti vicino a me, in modo ch'io possa anche, al tuo contatto, godere di quella sapienza, che t'è venuta incontro nell'atrio. E' chiaro, infatti, che l'hai scoperta [d] e la possiedi; ché prima non ti saresti mosso di là! E Socrate sedette, e rispose: - Sarebbe bello, Agatone, se la sapienza fosse tale da poter fluire, al solo contatto reciproco, dal più pieno di noi al più vuoto, così come nei calici scorre l'acqua dal più colmo al più vuoto, attraverso il filo di lana. Che se anche la sapienza ha tale natura, tengo in gran [e] pregio il giacere presso di te: giacché penso che sarò colmato, da te, di molta e bella sapienza. La mia infatti non potrebb'essere che di scarso valore, o anche di dubbia realtà, quasi fosse un sogno; mentre splendida e piena di promesse è invece la tua, che da te ancor giovane brillò poco fa così intensamente di tanto chiara luce di fronte alla testimonianza di più di trentamila Elleni” (Platone, Simposio, 175c-e, ed. Laterza).

Il passo è molto celebre. Si trova all’inizio del Simposio, probabilmente il dialogo più famoso di Platone. Agatone e Socrate si stanno prendendo per il culo a vicenda, ma è nello scambio di battute ironico che Socrate inserisce la frase fondamentale: sarebbe bello se la sapienza (la verità) potesse fluire da una testa all’altra, solo per contatto, ma non è così. Sarebbe bello se bastasse imparare delle nozioni, se fosse sufficiente lasciarsi indottrinare dal “primo che lo sa”. Sarebbe bello se insegnare (come spesso si crede a scuola) fosse semplicemente trasmettere nozioni già acquisite.

Vasco comincia con una descrizione femminea della verità: s’imbosca tra le nuvole (si nasconde nei pensieri, è lì confusamente in mezzo ma non si sa dove) / rimescola le regole (è sempre fuori dagli schemi prestabiliti) / nessuno sa se viene o se ne va (l’intuizione arriva quando meno te l’aspetti e non sei nemmeno sicuro che arrivi). / Non mette in mostra i muscoli (la verità non s’impone con la forza) / non crede negli oroscopi (va cercata con la ragione, non con isterismi superstiziosi) / non guarda i film già visti (non basta ripetere la cantilena di verità già dette) / lei non ama la pubblicità (non è in vendita, non è lì a portata di mano). E tutti lì a discutere / e tutti a dire chi va là / si chiede la parola d’ordine / dov’è, come si veste, quanto costa, che cos’è, che faccia ha: non si può fare a meno di parlarne, tutti ne parlano. Ma la verità non è qualcosa che può scorrere da una mente all’altra, non basta una parola d’ordine per identificarla, non basta un volto, non basta sapere come si veste. Lo stesso concetto viene espresso nella seconda strofa: si cercano i colpevoli / si ascoltano psicologi, ecc.: tutti vogliono questa parola d’ordine che li metta a posto. Nessuno vuol fare la fatica di capire davvero che cos’è.

Che cos’è quindi la Verità?

Come spiegherà poi Socrate, la verità è una ricerca personale, un investimento totale della propria vita. Non è quella frase fatta, questa dottrina, quel personaggio. La verità si incarna, la verità è nell’esperienza quotidiana. Sei tu che devi decidere da che parte stare, ogni giorno. La verità fa male, non è un “pranzo di gala”. Non ha bisogno di scuse e soprattutto disturba, fa paura. Ci fa paura. Può essere un errore, può sfuggire, ma il punto è questo: non è un semplice sapere intellettualoide, ma ciò che tu incarni nella vita. La parte in cui decidi di stare.

La fine è stata molto criticata: in realtà credo sia proprio la chiave del pezzo:

La verità non è una signora
la verità, la verità non è vestita mai di rosa
la verità non è neanche una cosa
la verità si sposa!


La verità si sposa. È la fedeltà di ogni giorno, la scelta di ogni giorno. Ogni giorno devi sapere da che parte stare, devi rinunciare a qualcosa per inseguire la verità, devi amare più la verità di te stesso, delle tue ambizioni, delle tue inclinazioni, del tuo potere. La verità è un lavoro, un atto di amore. Una ricerca. Platone nel Simposio parla dell’Amore, ma parlando dell’Amore in realtà parla della Filosofia, della sapienza. Vasco conclude la canzone dicendo che la verità non è una cosa che puoi possedere definitivamente, non è vestita mai di rosa (anzi, disturba sempre!), ma si sposa (è una tensione, un atto di amore, il lavoro di ogni giorno). Quando la verità viene pensata come una cosa che si ha definitivamente, essa inaridisce, si sciupa. È un’illusione che porta solo arroganza e a prese di posizioni dogmatiche. La verità deve incarnarsi nell'esperienza, è una tensione esistenziale, non una cosa da intellettuali. Inoltre può far male, quindi occorre anche una dose di coraggio, e soprattutto non porta al successo (non ama la pubblicità).


Sempre bello vedere un tuo passaggio e interessante leggerti.. ma lo sai già :carino:

Mi incuriosiscono gli spunti con Platone, materia per me sconosciuta se non da te, e questa canzone ti ha proprio dato tanti spunti.


Aspetto altre interpretazioni.



P.s. vero che Vasco ha già trattato ampiamente l argomento, forse anche meglio... ma credo che valga per tutti gli argomenti importanti o esistenziali, in forma ironica o seria... li ha trattato tutti in alcuni casi con capolavori. 


Titolo: Re:La Verità, analisi del testo
Inserito da: mmuccaliu - Giugno 09, 2020, 09:38:05
L'unica frase di valore era nella versione demo: "La verità non è per tutti sempre uguale" .....tolta quella....tolto tutto :muro: :muro: