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|-+ Rimodulazione (Ex-distanziamento) sociale - Le nostre riflessioni

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Autore Topic: Rimodulazione (Ex-distanziamento) sociale - Le nostre riflessioni  (Letto 2011 volte)

mmuccaliu

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Re:Rimodulazione (Ex-distanziamento) sociale - Le nostre riflessioni
« Risposta #15 il: Ottobre 30, 2020, 18:22:19 »
Ci eravamo illusi...pensavamo di aver vinto...credevamo che ciò che di peggio potessimo provare, ormai era buttato alle spalle.

Sabato scorso toglievo la polvere accumulata sulle mie chitarre, così tanto utilizzate durante il primo lockdown e lasciate lì, spettatrici della agognata rinascita.

Beffardo il nostro destino, il futuro di questo mondo...quanto più siamo connessi fra noi, tanto più siamo costretti alla separazione fisica, al l'assenza del contatto, all'impossibilità di sentire a pelle i sentimenti.

Lottiamo stoici contro un solco già tracciato, che sappiamo bene arriverà presto...ci convinciamo che basta stare attenti...ma il cerchio ci si stringe intorno.

ASSEDIATO, ecco come mi sento...mi sento come Gerusalemme all'epoca delle crociate, come Troia nei racconti dell'Iliade...ASSEDIATO.

La prima ondata ci ha lasciato la speranza...ci ha uniti più che mai, i balconi alle 18, le giornate infinite sempre connessi, il bollettino quotuìidiano...il pericolo che andava pian piano a distanziarsi...ci eravamo ripresi la nostra vita.

Ora viaggiamo sull'onda dello sconforto...fatichiamo e annaspiamo fra i rovi...quella speranza ha lasciato spazio alla nevrosi, al sospetto, alla ricerca del "nemico".

Sopra le mascherine gli sguardi sono guardinghi, arcigni, indagatori.

Tuttavia guardo gli occhi di mia figlia che esce da scuola felice e si accende una speranza, ma non appena scende quelle scale i suoi occhi diventano confusi, come se il suo raggio visivo fosse limitato. Non guarda il cielo azzurro, non osserva il mondo intorno....guarda di fronte a sè cercando me, mi prende per mano: "Papà torniamo a casa!". Non saluta gli amici, come lei dispersi e confusi nel cortile della scuola. Tante piccole unità che girano disorientate. Forti insieme...dispersi quando vengono separati.

Disorientati è la parola forse più corretta a descrivere la situazione, tutti noi che vediamo qualche piccolo progetto andare probabilmente in fumo...arrabbiati con il mondo perchè dobbiamo rimandare qualcosa...egoisti a guardare ormai solo in nostro orticello, senza pensare a un futuro che stiamo sgretolando sotto i colpi del nostro relativismo.

Cartesio diceva "cogito ergo sum"....oggi è diventato "loquo ergo rectum sum"....ogni pensiero, solo perchè personale, si ritiene degno di nota...si difende l'indifendibile e si apprezza e stima chi alza la voce per difendere qualsiasi tipo di pensiero....anche se privo di alcun fondamento. Il relativismo....l'appiattimento culturale del pensiero...

Si torna nelle piazze, ma non siamo noi...altri si fanno portavoci di un malcontento doloroso per celare una rabbia antica e pretestuosa, che cercava solo una scintilla per sfogarsi.
Ferro e fuoco...ma non è la rivoluzione...non c'è coesione....non c'è sentimento...c'è solo rabbia antica e maldisposta...c'è interesse al disordine.

Siamo satelliti isolati...piccioni che girano nelle piazze beccando briciole...banchi di sardine senza guida...

"Le scuole....è colpa delle scuole" grida qualcuno...Ritengo, senza timore di smentite, che chi pensa ciò sia deficiente, nel senso etimologico di mancanza di qualcosa...evidentemente si ritiene così pieno delle sue convinzioni (il relativismo...) da non capire che in questo momento storico non si può prescindere dalla cultura, dall'eduzacione al rispetto, dalla formazione di probabili menti brillanti.

In un momento in cui il rispetto delle regole è una chimera, i cui spopolano i "liberi pensatori" ognuno con la sua strampalata teoria della vita e della scienza. In un momento in cui i nostri rappresentanti nei palazzi istitiìuzionali si divertono a contraddirsi e a prendersi le vetrine come acrobati di un circo (no però sono dei critici d'arte sopraffini). In un momento in cui nessuno è capace di un pensiero che vada più in là del "cosa indosserò domani"....in questo momento i nostri giovani sono il futuro e dobbiamo prendercene cura.



 

IO CERCO TE...

Senti che bel rumore...

"Scusate signori, ma io so' io...":mucca:

Noi, le mani sporche di allegria non le abbiamo mai dimenticate...ed insieme abbiamo trovato il modo per farcela tutti...tutti un po eroi, tu il mio!!!

Any: e' veramente un immenso fiume di gente in un immenso spazio bellissimo
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Any:Me sò messa su a bilancia e m'è uscito che ero alta 1,49
Muc:Annamo bene se te misuri l'altezza su a bilancia 

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mmuccaliu

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Re:Rimodulazione (Ex-distanziamento) sociale - Le nostre riflessioni
« Risposta #16 il: Novembre 19, 2020, 23:47:07 »
Ricevuto da un utente:


Flash. Mi guardo intorno, vedo gesti e simboli assurdi ormai facenti parti di una normalità ansiata.
Entro in un supermercato, senza fare fila. Mi giro e vedo i caschi anti covid. Sembra un ricordo pessimo eppure lontano, alle spalle. Manco il tempo di rifletterci e mi ricordo che devo prenderlo come " il residuo di una guerra imminente": mi ricordo della persona positiva e del giro di tamponi ancora in corso.
Mi dicono "stai cominciando a accusare". Non mi ricordo se il tono era una domanda o un affermazione, comunque sì. Oggi, sì. Oggi sto accusando.
Esco da discussioni familiari, circondato da persone a contatto col pubblico che hanno deciso di non farsi il test perché ogni giorno azzerano il risultato. Chi invece se lo farebbe ogni sera. Chi ogni tanto. Ognuno ha torto e ragione da vendere, in qualche modo. Io non riesco a dar torto nè  ragione, nella quotidiana incoerenza in cui io per primo vivo tra rinunce ferree intervallate da concessioni, piu o meno sensate, aggiustamenti, ricerca di una coerenza che tenga insieme buon senso, umanità, sicurezza.
so solo che dopo qualche ora ci ritroviamo con la nipotina di 20 giorni in braccio, vorrei fare una foto alla nonna che la culla, che sarebbe però mia madre. La stessa che non vuole farsi il tampone.
Nonna, professoressa in presenza, ai tempi del covid.
Mettice na pezza, se sei bòno.
E la foto diventa ansia, non la scatto nemmeno o forse sì, ma la butto sul tavolo. Tipo Tristezza in Inside out :quello che tocchi si spegne, diventa vitreo, freddo. Ansiato.
Ho passato il lockdown a ragionare sul fatto che tutto sommato c avevano sì privato della basilare " libertà di..." ma pur sempre in gabbie spesso dorate di internet, vizi e comodità. Non sempre, non tutti, per carità, ma tanti. Ho pensato a quante cose siano tutto sommato superflue. Ho pensato a tante cose, banali e non, vere o false.

Oggi dico che sono stanco.
E non lo passo manco dì, perché ho una casa, un lavoro, gli affetti.

Però so stanco.
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Re:Rimodulazione (Ex-distanziamento) sociale - Le nostre riflessioni
« Risposta #17 il: Novembre 29, 2020, 22:01:38 »
Cartago delenda est, strillava Catone in senato…e di Cartagine non rimasero che macerie…e sale.
Gli antichi romani, quando andavano alla conquista delle altre popolazioni e territori, erano soliti distruggere le città e spargere il sale sulle macerie, come segno di aridità e impossibilità di rinascita.
E Cartagine imponente e impotente subì la disfatta….e oggi il sale brucia!!!
Brucia perché non rimargina, ma infiamma nel disperato tentativo di cauterizzare…e fa male…da lacrime!!
Brucia in ogni timido tentativo di far crescere un germoglio, brucia negli occhi a ogni sforzo di aprirli al sole…e brucia da lacrime!!!
Lacrime trattenute nei bulbi lucidi per dignità…formano borse e sacche piene…perché domani arriva lo stesso…tocca stacce!!!
Ma nel mio caso domani non è drammatico…è una normale giornata di lavoro…certo con le dovute precauzioni…ma a basso rischio. E allora cosa mi gonfia gli occhi in questa umida serata di fine novembre?
Forse perché nell’indifferenza si materializzano piccoli drammi quotidiani taciuti o non sbandierati.
Forse perchè ho letto negli occhi la fatica e sul viso le tracce delle unghie che non sanno più dove graffiare.
Perché siamo tutti coinvolti e ci sentiamo tutti coinvolti, ma la prima linea no….quella è un’altra cosa….la prima linea non è per tutti.
La prima linea…questo ipotetico spazio di cui si sente parlare da marzo…quello spazio occupato stabilmente da medici, infermieri, personale sanitario, politici.
E poi ci sono le prime linee ad honorem: i reclusi, gli infelici, gli insoddisfatti, i liberi pensatori…anche per loro è una prima linea.
E poi i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, i docenti…in prima linea contro l’ignoranza.
Ma c’è una prima linea nascosta…quella di cui mai nessuno parla…quella che ci deve essere per forza altrimenti nessuno di noi potrebbe stare nella sua prima linea…ed è quella prima linea che ogni giorno veste un sorriso di cortesia e sulle proprie spalle e le proprie ossa si porta addosso tutte le altre.
E’ quella prima linea che chi fa le leggi sposta da un orario all’altro, che deve sopperire ai bisogni di un popolo distratto e capriccioso, quella linea che deve esserci “comunque sia “.
E’ quella prima linea che sta in fondo alla catena, che accompagna tutti verso le situazioni più di comodo…e di cui comunque molti lamentano le inefficienze…ed è proprio quella che quando prova a guardare il sole riceve sale negli occhi.
E in quegli occhi ho letto la fatica e sul viso le tracce delle unghie che non sanno più dove graffiare…e la dignità di non versare lacrime per lavare via il sale…le lacrime si versano per le cose davvero brutte (cit.)…e ora petto in fuori che gli spari non fanno male…domani è un giorno nuovo…di nuovo.
Cartago delenda est


MUC
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Re:Rimodulazione (Ex-distanziamento) sociale - Le nostre riflessioni
« Risposta #18 il: Novembre 30, 2020, 08:09:23 »
Andrew44liberiliberi ci condivide un pensiero di Vasco.
Riceviamo e pubblichiamo.
Grazie Andrew  :-*

"Ogni giorno è un giorno nuovo.
Ogni giorno è un po’ diverso.
Un po’ diversi noi, un po’ diversi voi,
un po’ diversi i cieli e un po’ diversi i mari.
Non puoi pensare mai che quello che è stato ieri sarà identico ad oggi.
E soprattutto, non puoi pensare che le cose non possano cambiare.
Tutto sarà sempre un pochino diverso niente sarà più come prima.
Prendi le cose così non contare mai su niente di certo.
NON spaventarti se vedi cambiare i rapporti con le persone care o amate.
Sono solo le “forme” che cambiano non la “sostanza”.
E comunque non ti affezionare mai troppo alle circostanze del momento.
Possono cambiare in un baleno
e non durano mai ….molto."
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