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|-+ Detti romani, aneddoti e loro significato

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Autore Topic: Detti romani, aneddoti e loro significato  (Letto 858 volte)

rewind25

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Re:Detti romani, aneddoti e loro significato
« Risposta #30 il: Aprile 25, 2021, 10:17:16 »
Oggi, nel giorno della Liberazione, ricordo questa poesia del grande Trilussa:

Er grillo zoppo

Ormai me reggo su 'na cianca sola.
- diceva un Grillo - Quella che me manca
m'arimase attaccata a la cappiola.
Quanno m'accorsi d'esse priggioniero
col laccio ar piede, in mano a un regazzino,
nun c'ebbi che un pensiero:
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne... ma la stilla
de sangue che sortì da la ferita
brillò ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
ogni goccia de sangue ch'è servita
pe' scrive la parola Libbertà!
Disapprovo ciò che dici, ma difenderò il tuo diritto di dirlo. (Voltaire)
Non fatemi guerra che poi la perdete

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Re:Detti romani, aneddoti e loro significato
« Risposta #31 il: Aprile 27, 2021, 17:49:23 »
"Modena 1.7.17
Un nuovo ricordo, pieno di tutti quelli prima e carico di quelli che arriveranno... Perché solo i ricordi possono essere eterni."                                                               anymore.blu
"Gente che s'appassiona :caffe:"
"È un anno intero a aspettare... domani :caffe:"
Lividi... Vedi i tuoi ricordi... Brividi... Quando senti che sono già morti!
Ci vorrebbe sì lo so, lo so, lo so... Un'altra vita...
Io... Speriamo che me la cavo...

rewind25

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Re:Detti romani, aneddoti e loro significato
« Risposta #32 il: Aprile 29, 2021, 15:29:01 »
Anna' a Vela

E' vero che oggi le barche a vela so' usate più come camper che come imbarcazioni, ma veleggia' è stato sempre un gran bel modo pe' anna' pe' mari.
Er vento soffia, gonfia le vele e la barca va! In silenzio, nella natura, romanticamente e soprattutto A GRATIS!
Eh già, perchè anna' a vela nun costa gnente. Ce poi gira' er monno senza spende' un sordo.
Un po' come fanno quelli che c'hanno le braccine corte, che nun arriveno alle saccocce. Quelli che se mettono a rimorchio dell'amico generoso e se fanno paga' tutto; ar momento de' sbatte la panza sur bancone, nun se fanno mai trova', Fatece caso. Je scappa sempre de lavasse le mano, quando arriva er conto al ristorante.
Quindi, se a Roma te senti di' che stai "Anna' a Vela", non te stanno a di’ che sei un bravo marinaio, te stanno a di’ che sei ‘no scroccone!
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Re:Detti romani, aneddoti e loro significato
« Risposta #33 il: Maggio 07, 2021, 18:43:45 »
"Ahò ma che ve baccajate?"
 quante vorte avete sentito 'sta frase, magari pronunciata da quarche nonno in procinto de fasse 'na pennichella?
Er verbo baccaja' o baccajare deriva dar baccano che a sua volta deriva dar baccanale che a sua volta deriva dar latino, Bacchanalia che era 'na festa tutta romana.
A Roma avemo inventato tutto, fatece caso, pure la caciara, er baccano, semo i numeri uno in questo, semo strilloni da sempre.
Er Baccanale prende er nome da 'n certo Bacco, Er Dio der Vino. Nell'Antica Roma era 'na festa magnareccia do' scorrevano fiumi de vino, pe' ringrazia gli Dei dei raccolti dopo le semine, questa era la scusa, poi però, spesso e volentieri finiva co 'na grande ammucchiata de persone, 'n omo 'na donna 'n omo 'n omo 'na donna e così via. Più de quarche fio sarà pure stato concepito in una de ste feste organizzate.
Ar baccanale veniva coinvorta 'na marea de gente, le donne giravano mezze gnude, se rideva e se giocava, 'na fiumana de persone che se sentivano libbere de fa quello che je pareva più divertente. Quarcuno veniva pure ammazzato, altri sparivano pe' sempre.
Certe pratiche se svorgevano come buon auspicio. Se faceva festa pure pe li pastori che ritornavano dai campi dopo 'na stagione lunga e solitaria, ma fondamentalmente era la scusa pe' fa' caciara.
Noi romani avemo sempre fatto caciara, in questo semo i numeri uno, 'sta nomea se la portamo appresso pure oggi, l'importante è che non damo fastidio a nonno, che sta a fa' la pennichella.

https://www.facebook.com/fatececaso/posts/314862236666171
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Re:Detti romani, aneddoti e loro significato
« Risposta #34 il: Maggio 08, 2021, 15:33:53 »
Capa m hanno girato questa interpretazione .. non sarà un modo de di ma è di uso comune... Non so quanto sia vero ma divertente si :risata:




Aho!

La parola più usata a Roma è senza dubbio questa.
La usamo tutti, nobili o plepei, ignoranti o accurturati, giovani e vecchi, quanno volemo rimarca' quarcosa principiamo sempre così:
"Aho!"

"Aho, ce senti?"
"Aho, ma che stai a di'?"
"Aho, te sbrighi!"

La usiamo da quanno semo nati, ma scommetto che in pochi sanno er motivo e sopratutto da dove vie'.

Era er lontano 1849 e a Roma ce fu 'n assedio del li Francesi.
 
L'anno prima era successo un 48 (1848 appunto) pe' tutta Italia.
Da Milano era partita la prima guera di Indipendenza, che ebbe strascichi un po' da per tutto e anche a Roma.

Er Papa Pio IX, visti li moti rivoluzionari, scappò a Gaeta e se chiuse dentro la fortezza; Intanto a Roma fu proclamata la Repubblica.

Li regnanti de mezza Europa, Austriaci, gli spagnoli che staveno a Napoli, e i Francesi, se prodigarono pe' aiutà er santo Padre; un po' pe la religione, ma sopratutto perchè tra loro erano tutti parenti.

I più lesti furono i Francesi, che assediarono Roma co' un esercito de 40 mila sordati e alla fine, rimisero sur trono Pio IX.

"Aho, ma che c'entra?"

Ve chiederete voi, eh dateme tempo!

Un modo de sollecita' l'azione che avevano i Francesi era quello di grida': " Allons, Allons!" e tutti scattavano all'impiedi. Letteralmente significa "andiamo, andiamo" ed era un modo de esorta' i sordati.

L'assedio durò assai, e 'sta parola la imparorno pure li romani.
Ma a noi ce piace 'sparambia', Fatece Caso.

La parola "Allons!" è diventata "Aho!"


...
La combriccola è un gruppo di amici...i migliori di sempre...quelli che ci sono nonostate tutto...quelli che ci sono SEMPRE....anche a distanza...quelli che ci puoi contare davvero...quelli che non ti lasciano mai da sola... :mucca:


Siete il posto più bello dove essere se stessi... Vale :carino:
Senti Che Bel Rumore...

mmuccaliu

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Re:Detti romani, aneddoti e loro significato
« Risposta #35 il: Maggio 08, 2021, 18:20:58 »
Quindi la marsigliese diventa:

Aoh enfant de la partié?  :mmm:
IO CERCO TE...

Senti che bel rumore...

Noi, le mani sporche di allegria non le abbiamo mai dimenticate...ed insieme abbiamo trovato il modo per farcela tutti...tutti un po eroi, tu il mio!!! :mucca:

Any: e' veramente un immenso fiume di gente in un immenso spazio bellissimo
-----
Any:Me sò messa su a bilancia e m'è uscito che ero alta 1,49
Muc:Annamo bene se te misuri l'altezza su a bilancia 
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Cris: Lalla ha l'L9
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o giù di lì...

una Vaina loca

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Re:Detti romani, aneddoti e loro significato
« Risposta #36 il: Maggio 08, 2021, 20:00:26 »
Capa m hanno girato questa interpretazione .. non sarà un modo de di ma è di uso comune... Non so quanto sia vero ma divertente si :risata:




Aho!

La parola più usata a Roma è senza dubbio questa.
La usamo tutti, nobili o plepei, ignoranti o accurturati, giovani e vecchi, quanno volemo rimarca' quarcosa principiamo sempre così:
"Aho!"

"Aho, ce senti?"
"Aho, ma che stai a di'?"
"Aho, te sbrighi!"

La usiamo da quanno semo nati, ma scommetto che in pochi sanno er motivo e sopratutto da dove vie'.

Era er lontano 1849 e a Roma ce fu 'n assedio del li Francesi.
 
L'anno prima era successo un 48 (1848 appunto) pe' tutta Italia.
Da Milano era partita la prima guera di Indipendenza, che ebbe strascichi un po' da per tutto e anche a Roma.

Er Papa Pio IX, visti li moti rivoluzionari, scappò a Gaeta e se chiuse dentro la fortezza; Intanto a Roma fu proclamata la Repubblica.

Li regnanti de mezza Europa, Austriaci, gli spagnoli che staveno a Napoli, e i Francesi, se prodigarono pe' aiutà er santo Padre; un po' pe la religione, ma sopratutto perchè tra loro erano tutti parenti.

I più lesti furono i Francesi, che assediarono Roma co' un esercito de 40 mila sordati e alla fine, rimisero sur trono Pio IX.

"Aho, ma che c'entra?"

Ve chiederete voi, eh dateme tempo!

Un modo de sollecita' l'azione che avevano i Francesi era quello di grida': " Allons, Allons!" e tutti scattavano all'impiedi. Letteralmente significa "andiamo, andiamo" ed era un modo de esorta' i sordati.

L'assedio durò assai, e 'sta parola la imparorno pure li romani.
Ma a noi ce piace 'sparambia', Fatece Caso.

La parola "Allons!" è diventata "Aho!"




Nun cioo so si è vero oppure no, ma 'sta storia è intrigante e potrebbe da esse vera!
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Re:Detti romani, aneddoti e loro significato
« Risposta #37 il: Maggio 18, 2021, 23:45:22 »
Er dado è tratto

Quanno se fa una scelta dalla quale nun se po' torna' indietro, se dice che er dado è tratto!
Ma de chi è 'sto dado? e poi tratto da che?

Ve lo spiego io:
Nell'antica Roma, come oggi, se scommetteva sui numeri lanciando i dadi. Una vorta lanciato er dado, nun se poteva più cambia' er pronostico, quinni la scelta era definitiva.

"Alea iacta est" : "il dado è stato lanciato"
Questa sarebbe più corretta come traduzione, Fatece caso.

Svetonio ce racconta che a rendere famoso questo detto fu proprio Giulio Cesare, che nella notte der 10 gennaio der 49 a.c. passò co' l'esercito er fiume Rubicone.

La legge imponeva ai generali de nun entra' in Italia in armi senza scatena' una guera, e quanno Cesare lo fece, pronunciò 'sta frase proprio perchè nun se poteva torna' indietro.
La guerra poi ce fu, e sappiamo tutti come agnede a fini', almeno spero
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« Risposta #38 il: Agosto 15, 2021, 09:25:25 »
ER FERAGOSTO
Se dice Feragosto, co' 'na erre sola ma no pe' 'na questione dialettale ma perchè l'artra R è abusiva, ce l'avemo messa dopo, mo ve spiego pure er perchè:
Innanzi tutto, pure er Feragosto, come tutte le usanze goderecce e magnerecce che ancora se portamo appresso, nasce a Roma, nell’antica Roma.
E er termine deriva dar latino: Feriae Augusti (riposo de Augusto). Capito? Ferie de Augusto, co' 'na R!
Perché pure l’imperatore romano c’aveva bisogno de anna’ in ferie, mica solo chi lavorava pe’ davero.
Così decise de istitui’ ‘sto giorno de riposo pe’ tutto l’impero.
‘sto giorno infatti, coincideva co’ la fine dei lavori agricoli, pe’ fa’ sì che la gente godesse de riposo.
Durante le feste in tutto l’impero se organizzavano corse de cavalli e da qui nasce pure er famoso palio de Siena che se tiene il giorno dell’Assunta. Er nome Palio infatti, deriva dar “pallium”, un drappo de stoffa pregiata, premio dei vincitori.

Oggi nun semo più pagani, semo cristiani, ma er ferragosto l’avemo mantenuto e l’avemo trasformato ner giorno dell’Assunzione de Maria, appunto.
E visto che la religione nostra è la più fica der mondo, perchè stamo sempre a santifica' le feste coi piedi sotto ar tavolo, pure a Feragosto dovemo magna'...
Magnamo a Natale, magnamo a Pasqua e magnamo pure a Feragosto però, mentre a Natale se magnamo l’abbacchio (dopo ave’ fritto in padella il giorno prima 18 kmq de mediterraneo) e a Pasqua se magnamo l’agnello che poi so’ la stessa cosa ma li chiamamo in modo diverso, a Feragosto sacrificamo er pollo e lo famo coi peperoni.
Prima der pollo però se magnamo le fettuccine e dopo se magnamo er cocomero, che sgrassa.
Per lo meno pe’ noi romani, nun è feragosto se non se magnamo er Pollo coi Peperoni!

https://www.facebook.com/fatececaso/posts/377610157058045
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