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Recensione Il Mondo Che Vorrei

La recensione di Il Mondo Che Vorrei secondo Mmuccaliu

Il Mondo Che Vorrei Recensioni

il mondo che vorrei Tracklist
  1. Il mondo che vorrei (T.Ferro /V.Rossi)
  2. Vieni qui (T.Ferro / V.Rossi)
  3. Gioca con me (T.Ferro/G.Elmi/V.Rossi)
  4. E adesso che tocca a me (V. Rossi/G. Curreri/A. Fornili)
  5. Dimmelo te (T.Ferro/G.Elmi/V.Rossi)
  6. Cosa importa a me (T.Ferro/G.Elmi/V.Rossi)
  7. Non vivo senza te (V. Rossi/G. Curreri/A. Fornili)
  8. Qui si fa la storia (T.Ferro/G.Elmi/V.Rossi)
  9. Colpa del whisky(R.Casini/V.Rossi)
  10. Non sopporto (V.Rossi)
  11. Ho bisogno di te(V.Rossi)
  12. Basta poco(V.Rossi)
Recensione by Mmuccaliuavatar di Mmuccaliu
L’album tanto atteso è finalmente arrivato, preceduto da una campagna promozionale che ha visto il lancio del nuovo tour e del pezzo che dà il titolo all’intero lavoro: Il mondo che vorrei. Pezzo amaro, fra i più amari scritti da Vasco, un Vasco disilluso, un Vasco colpito, ferito, deluso che alla fina non piange neanche più. E’ fantastico l’assolo di Landau, di quelli che restano. (voto 85/100)
Visto l’esordio ci si aspetta un capolavoro di album, sembra quasi aver abbandonato i dabadieh dabadioh dei falò sulla spiaggia e gli strani odori e le fragole, ma arriva Vieni qui e il ritorno agli ultimi album, e alle ultime delusioni, sembra forte. Il testo è poco incisivo, quasi banale, ritorna l’elettronica; in definitiva la canzone prende poco, anche gli assoli non presentano alcuna soluzione nuova o musicalmente diversa. Ma il rock allora? Aspettiamo Slash? Beh, hai voglia ad aspettare. (voto 60/100)
Nel terzo pezzo dell’album, Gioca con me, il celeberrimo ex chitarrista dei Guns’n Roses, a detta di molti (?) il miglior chitarrista rock esistente oggi, fa poco più che presenza, non mi sorprende che il pezzo sia stato inciso alla seconda prova. Argomento del testo che mette un po' di imbarazzo se sentito cantare dal 56nne Vasco di oggi. Musicalmente resta nelle orecchie, dal vivo spaccherà, ma Slash c’era davvero? Se c’era non si è sentito! (voto 65/100)
Non nascondo che la delusione mi stava attanagliando quando è iniziata E adesso che tocca a me, quarto brano. Riappare il Vasco cresciuto e scontento di quello che il tempo gli ha dato in mano. Un Vasco che ritrova una realtà costruita con i sogni e le illusioni e che non è quella che sembrava; la realtà è falsa, ingannatrice, subdola, neanche il candore di Topo Gigio c’è più (ancora non si capisce cosa c’entri la Svizzera). “Davanti alla furbizia degli uomini a cosa siamo chiamati?” sembra chiedersi Vasco, ma non c’è risposta! Il pezzo è ottimo e impreziosisce l’intero album insieme alla title-track. (voto 95/100)
Dimmelo te è il quinto pezzo dell’album, musica forte, bel riff, ma testo debole e si sente un po' troppo la presenza delle programmazioni elettroniche dell’uomo che tromba. Vasco sembra sfidare qualcuno a parlare, sembra buttare scredito sulle tante parole che siamo costretti a sentire, su chi ci “frega un altro po’” . (voto 68/100)
Sesto pezzo, Che cosa importa a me, ritmo da rock californiano, ricorda gli Offspring. A dire la verità è piacevole e carico di rabbia. Sinceramente sono presenti scelte sonore che non condivido, ma il pezzo sta bene in piedi! (voto 70/100)
Atmosfera da Stadio (il gruppo non il luogo) in Non vivo senza te. Una collaborazione canora con Curreri ci starebbe bene, sembra di stare in un film di Verdone. Il pezzo non mi piace, è zero rock, troppo morbido e con soluzioni armoniche già sentite e distanti dal resto dell’album. (voto 55/100)
C’era molta attesa per il brano numero otto:Qui si fa la storia. Molti si aspettavano un pezzo alla Gli spari sopra....se le aspettative sono queste, il pezzo le delude, ma non è un pezzo deludente in termini generali, tutt'altro. La musica è bella ma è come se il testo non le si leghi totalmente, è come se mancasse qualcosa che serva a rafforzare definitivamente il concetto base della canzone. Il pezzo è comunque bello. (voto 75/100)
Colpa del Whisky, nono brano, è una ballad piacevole, bella da ascoltare. Il ritornello, purtroppo, lascia a desiderare, oltre al fatto che non mi piace la chitarra "slideata" alla fine del primo ritornello, avrei preferito il suono pieno della chitarra acustica. Davvero un peccato, senza il ritornello sarebbe stata una canzone molto bella. (voto 70/100) Già nel tour 2007 avevamo avuto il piacere di ascoltarla, Non sopporto si presenta molto bene nella versione da studio. Pezzo forte, molto rock. Testo non ricchissimo, ma significativo, potente e incisivo, non vedo l’ora di riascoltarla live. L’assenza dell’elettronica è un valore aggiunto e alla fine ne beneficia l’intero lavoro. (voto 85/100)
Tormentata e tormentante l’undicesima canzone:Ho bisogno di te, ritmo incalzante stile Dillo alla luna, con la quale però non regge il confronto. Molto belle le chitarre che riempiono e impreziosiscono tutta la canzone. Il pezzo crea l’atmosfera musicale giusta, l’interpretazione di Vasco è fondamentale, cantata da altri sembrerebbe, pur non essendolo, una canzonetta. (voto 70/100)
L’album potrebbe chiudersi con undici tracce, ma ne esiste una dodicesima che è come se facesse album a sè (album che tra l’altro risulterebbe bruttino ridere ). Basta poco è distante sia musicalmente che come testo da tutto il resto: abbonda di suoni elettronici, è commerciale all’estremo. Si ha l’impressione che sia stata inserita perché era rimasto spazio vuoto sul CD. (voto 50/100)
Il giudizio complessivo è positivo e sono felice di vedere che , dopo il minimo storico di qualità raggiunto con Stupido Hotel, si abbia una netta ripresa. Ancora siamo distanti dal capolavoro, pur restando questo un buon album. Insomma, non è tornato il Blasco, ma per fortuna pare che non sentiremo parlare del Komandante per un po’

Voto 70/100