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Recensione Il Mondo Che Vorrei

La recensione di Il Mondo Che Vorrei secondo Erick

Il Mondo Che Vorrei Recensioni

il mondo che vorrei Tracklist
  1. Il mondo che vorrei (T.Ferro /V.Rossi)
  2. Vieni qui (T.Ferro / V.Rossi)
  3. Gioca con me (T.Ferro/G.Elmi/V.Rossi)
  4. E adesso che tocca a me (V. Rossi/G. Curreri/A. Fornili)
  5. Dimmelo te (T.Ferro/G.Elmi/V.Rossi)
  6. Cosa importa a me (T.Ferro/G.Elmi/V.Rossi)
  7. Non vivo senza te (V. Rossi/G. Curreri/S.Grandi)
  8. Qui si fa la storia (T.Ferro/G.Elmi/V.Rossi)
  9. Colpa del whisky(R.Casini/V.Rossi)
  10. Non sopporto (V.Rossi)
  11. Ho bisogno di te(V.Rossi)
  12. Basta poco(V.Rossi)
Recensione by Erickavatar di Erick
A volte “Basta poco”, altre volte “Non Basta Niente”; una cosa è certa…basta saperLo aspettare, e magari dopo 4 anni fa capolino dalla ormai dismessa tana di “Topo Gigio” , per riproporsi al suo pubblico anemico di santi ed eroi, con un nuovo album, ed è finalmente di nuovo Vasco… Già, quel tale “Blasco” che riesce a coglierti di sorpresa anche quando già l'aspetti, come un imprevisto, che disarmantemente irrompe nell'ordinarietà del quotidiano. E non può essere altrimenti, perché Lui non ha mai avuto a che fare con le categorie dell'ordinario, sia questo un destino o più semplicemente una vocazione. Stavolta, lo sguardo del “cantaprovocautore” si sposta, come un occhio che scorre velocemente le pareti della realtà, dentro un mondo di delusioni , disincanti, umane miserie, rabbia per ciò che manca ad arrivare a vivere “IL MONDO CHE VORREI”, titolo del nuovo lavoro partorito in California, con la consueta collaborazione di Guido Elmi e Celso Valli (coproduttori e arrangiatori di quanto pensato e espresso da Vasco, T. Ferro, G. Curreri, A. Fornili, R.Casini ). Ed alla traccia uno, trasportati dall’etereo lamento di una armonia di sintetizzatore, la nostra mente fa ingresso ne “Il Mondo Che Vorrei” la title track, primo singolo dell’album, una tocconte ballata rock in crescendo, sfaccettata di prigionie comportamentali, e rinunce esistenziali, descritte con linearità e sobrietà echeggianti dalla celebratissima “Gli Angeli” , strutturata in due strofe e due refrain speculari che servono l’assolo finale al grandioso chitarrista Michael Landau, che colto l’assist, fa fare il salto di qualità all’intelaiatura del brano verso l'ottimalità. Nemmeno il tempo per compiacersi di Vasco e Landau, che è la volta di “Vieni Qui”, un moderno mid-down tempo, sorretto dal giro di basso accattivante di Paul Bushnell , e da un ritornello tipicamente Vaschiano e amabile, esortante ad una comunione di intenti e d’anime se ancora possibile, perché sarà difficile da “trovare un altro come me, ……perfino per te che hai avuto tutto facile!” ; assicura il Rocker di Zocca, e che sia difficile ritrovare uno come Lui non ne dubitiamo affatto. Si è mediaticamente enfatizzato sulla partecipazione di Slash dei mitici Guns ‘n Roses in almeno una canzone, ed infatti….eccola; erede di “delusa” e “stendimi” arriva arrembante e senza compromessi buonistico – moralistici “Gioca Con Me”, e giocano proprio tutti; dall’infaticabile Matt Laugh alla batteria dal groove Hard Rock, al mitico Slash che si sgranchisce le dita in un assolo di metà canzone che ne timbra degnamente il cartellino di presenza; e Vasco? Beh E’ impegnato da ragazzaccio di ormai 56 anni a subire le turbe seduttive delle movenze di un paio di jeans che l’hanno proprio intrigato, al punto di fargli perdere un po’ di senso nella rifinitura del testo, ma poco conta; ai jeans strappicchiati della tipa mica servono dei ricamini d’autore alla Sally!!! Pochi fronzoli e funzionalità live garantita.. Per quarta, ma solo per ordine di tracciatura, arriva “E Adesso che tocca a me” una fantastica ballata alla Vasco coronata da un arrangiamento orchestrale di piano, archi e chitarre , appoggiate ad un rullante pulito e deciso, ed una lirica emozionante, che strappano una lacrima, e un sorriso per una star ritrovata dopo gli alti e bassi degli ultimi 7 anni, e le perprimenti scelte elettroniche della pregressa “Basta poco” accodata all’album, piu’ per tematicità che omogeneità produttiva. E’ la volta di “Dimmelo te” , che si introduce in stile slow “Metallica old-fashion” , per divenire incalzante nell’inciso che porta al ritornello rockettaro pregno di chitarre intersecate in un classico riff ripartito a scanzione in sedicesimi per quarto; il titolo avvia il ritornello, semplice nella stesura, e la canzone risvanisce nel finale da dove è venuta, in una sorta di “inverted fading” assolutamente suggestivo.. Arriva il momento di riprendere i giri a tutti gli effetti, e lo si fa con “Cosa importa a me”, accattivante nell’intro psichedelica di chitarre, e travolgente nell’incedere, per arrivare a gridare il titolo di ritornello farcito dei giochetti accompagnatori di Frank Nemola, di sicura resa Live. Testo figlio del Vasco diffidente verso tutto e tutti, che ci offre l’album; uno che dimentica difficilmente ma ancor piu’ difficilmente perdona…….ma....... ….”Che cosa conta veramente in questa vita sudicia?” Conta la solitudine e ce lo rivela la settima song “Non Vivo senza te”, un mezzo tempo, accompagnato da coro nel ribadire il concetto di fondo; una semplice canzone di scorrimento o transito se preferite, che non graffia però per grinta, guadagnandosi giusto la sufficienza dell’orecchiabilità . Si arriva, così a “Qui si fa la Storia” , pezzo complesso da metabolizzare; prende le mosse da pretese heavy, ed in buona parte le raggiunge, con un testo di media fattura a volte ermetico e troppo implicito, paradossalmente la song si alleggerisce all’assolo di chitarra che precede la terza strofa dove comunque la snellezza d’andamento non fa perdere brio a beneficio degli amanti del Rock! E’ un album articolato e Vasco ritrova un po’ di ironia nella tenera “Colpa del Whisky” che a dispetto del titolo “malandrino”, suona come una “Toffee” ringiovanita e non dispiace affatto, la sufficienza con cui Vasco non appesantisce il testo, la giudico saggia…..canzone tributo alla godibilità e spontaneità! Avete già sentito rimbalzare nei vostri timpani, magari allo stadio o su youtube, la prossima canzone inserita, ovvero l’intransigente “Non Sopporto” che come Basta Poco non costituisce una novità per l’album e di cui mi limito ad assegnare la sufficienza d’incoraggiamento . Menzione d’onore alla sperimentalità della traccia 11 ovvero “Ho Bisogno di Te”, una passional latin ballad song di quattro parole ripetute, con sapienza e intensità; bello lo sviluppo dell‘arrangiamento e la trasognanza di questo Vasco bisognoso soprattutto di meritarsi un ennesimo riconoscimento alla creatività. E a questo punto “Basta Poco”, in tutti i sensi, sia come ultima song, sia come la semplicità del gesto di mettere il cd nel vostro player, e godervi il ritorno del Blasco, in attesa della Tournè , ovviamente sold out, di questa estate.

Voto 70/100